Campilongo: `A Taranto per amore e stima verso società`

Il presidente Elisabetta Zelatore ed il nuovo tecnico Sasà Campilongo
Dopo aver svolto, mercoledì, il primo allenamento allo "Iacovone", la nuova avventura in riva allo Ionio del tecnico Sasà Campilongo prosegue con la presentazione ufficiale alla stampa.
Il tecnico napoletano inizia con il rituale omaggio alla società per la stima mostratagli: "Vorrei iniziare con dei ringraziamenti al presidente Zelatore, al vice-presidente Bongiovanni e al ds Montervino, per avermi voluto fortemente al timone della loro squadra. Ho voluto fortemente il Taranto, società "sfiorata" sia da calciatore che da allenatore negli anni passati: era arrivato il momento giusto per fare questo matrimonio. Spero in una permanenza lunga qui, magari in altre categorie. Un altro ringraziamento importante, va al mio amico e collega Michele Cazzarò: le colpe in questi casi sono di tutti, ma purtroppo, paga sempre l'allenatore. Ho trovato un buono staff tecnico e una squadra in salute. Nella mia carriera ho cambiato parecchie società ma in ognuna ho lavorato con grande spirito d'appartenenza. Darò tutto per questa causa: il campo è la mia vita, non amo le chiacchiere".
BACCHETTA MAGICA: "È ovvio che quando c'è un cambio di guida tecnica qualcosa non è andato: però sono tante le componenti. Non ho la bacchetta magica, non potrò cambiare tutto in due o tre giorni. Alcuni calciatori li ho allenati come Chiavazzo, Alvino, Verdone e Marsili; altri li ho affrontati da avversari come Improta ed Esposito. Se vorremo vincere il campionato bisognerà valutare diverse situazioni. Il mio sistema di gioco è diverso da quello del mio predecessore. Mi adatto, però, a ciò che trovo. Vedremo come i calciatori risponderanno alle mie esigenze".
DUBBI?: "Non ho avuto nessuna titubanza nel scegliere Taranto: mi sono incontrato con il direttore a Napoli e ci siamo accordati. È vero invece che ho rifiutato la Juve Stabia, il Pomigliano e la Viterbese. Senza nulla togliere a queste piazze, Taranto è Taranto. I tarantini meritano più della Lega Pro. Ho rinunciato al mio preparatore dei portieri, Franco Cotugno, che per me è un fratello per poter allenare qui, stimolato anche dalla straordinaria dirigenza ionica".
TIMORI...: "Faccio calcio da quando ho 14 anni, non mi spaventa il campo. L'unica mia paura può essere la vita quotidiana. In una società già molto professionale, voglio e sono onorato di poter dare il mio contributo. La domenica tutti usciranno con la maglia strappata o sudata".
GRANDE PUBBLICO: "Giocai a Taranto davanti a 20.000 persone: mi auguro di riportare tanta gente allo stadio. L'unica "promessa" è che metterò tanto impegno per fare ciò. Siamo noi, quelli chiamati a portare i tifosi allo stadio: loro hanno sempre dato tanto per questa maglia".
IL GRUPPO: "Ci sono calciatori con personalità che riescono ad assorbire il peso della piazza, mentre altri un po' meno. Qualcuno sta a terra moralmente, ma stiamo già cercando di risollevarlo. Bisogna farli sentire più sciolti, al di là del fatto che la domenica sono chiamati tutti a... buttare il sangue".
LA SCELTA: "Ho scelto Taranto a prescindere dalla categoria. Dobbiamo uscirne quanto prima, sono troppi gli anni fatti in serie D. Il calcio si fa con passione, e forse in passato qualcuno ha fatto promesse troppo roboanti senza mantenerle, spendendo tutto subito e lasciando poi solo debiti. Le chiacchiere mettiamole da parte".
SERIE D: "Tre anni fa vinsi questo girone con l'Ischia: in quella stagione c'erano più squadre forti, come il Matera, il Bisceglie, il Momopoli ed il Gladiator. Questo, invece, è molto equilibrato e difficile: ogni gara nasconde insidie e va affrontata con il sangue agli occhi".
GALLIPOLI: "Innanzitutto, non dobbiamo pensare di essere il Taranto solo perché indossiamo quella maglia: dobbiamo giocare sempre, come se di fronte avessimo il Barcellona. Questo sarebbe già un primo tassello".
GLI UNDER: "Qui se non hai gli under buoni giochi in sette contro undici: loro fanno la differenza. I più grandi devono trascinare i giovani. Vi assicuro che un Genchi o un Meloni da soli non vincono".
MERCATO: "Si parla di Cascone perché l'ho allenato a Caserta. È svincolato, poiché, non aveva più tanta voglia di stare a Roma. Per quanto riguarda Cavallaro, chi non lo vorrebbe: già era un mio desiderio ai tempi della Casertana. Il Foggia lo ritenne incedibile. Per queste situazioni sarà il direttore a decidere...".