CRONACA

Flop bonus vacanze: Federturismo chiede sostegni diretti per imprese turistiche

Comunicato stampa
04.09.2020 23:32

Foto Pixabay
Con le vacanze ormai concluse il Ministero per i Beni culturali e il Turismo tira le somme sul bonus vacanze: non è stato un successo. Il bonus vacanze, l’iniziativa promossa dal “Decreto Rilancio” (art. 176 del DL n. 34 del 19 maggio 2020) per incentivare le famiglie a viaggiare in Italia durante l’estate del Covid-19 e risollevare il settore turistico, è stato un flop e i numeri lo confermano. È stato speso solo l’8% (200 milioni) dei 2,4 miliardi stanziati per le strutture ricettive (alberghi, camping, stabilimenti balneari ecc.); hanno usufruito del bonus 1,4 milioni di famiglie, cioè una famiglia su tre, una stima molto ridotta rispetto ai 5 milioni previsti dal decreto. Ora Federturismo chiede che i fondi non spesi del bonus vacanze vengano assegnati direttamente alle imprese turistiche perché l’8% è certamente “troppo poco – sottolinea la presidente Marina Lalli – per rimettere in moto l'intero settore. Dal momento della sua introduzione – spiega Lalli – avremmo preferito che il governo avesse utilizzato queste risorse come cassa per le aziende sotto forma di sgravi fiscali e aiuti a fondo perduto, non siamo stati ascoltati, ma ora ci auguriamo che si lavori in questa direzione per allocare le somme in avanzo direttamente alle imprese turistiche che continuano a trovarsi in forte sofferenza nonostante ci sia ancora chi creda che con agosto si siano risolti tutti i problemi del turismo italiano”. Le cause del flop si possono ricondurre a tre fattori: molte strutture ricettive non hanno accettato il voucher; l'importo del bonus (150 euro per i single, 300 euro per le coppie, 500 per le famiglie) che può avere indotto i turisti ad aspettare la bassa stagione; il ritorno all’aumento dei contagi che ha scoraggiato le partenze. Anche l’Opposizione è intervenuta definendo il bonus un ‘fallimento annunciato’: “Avevamo avvertito il governo – scrive in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera – il bonus vacanza, così come congegnato da Palazzo Chigi e dal Ministero dei Beni culturali, non avrebbe dato l'aiuto che serviva al settore turismo. Adesso, dopo gli annunci del ministro Franceschini, arrivano anche i dati reali a darci ragione”. Secondo Gian Marco Centinaio senatore leghista a capo del dipartimento turismo del Partito, il flop sarebbe da imputare a “Complicazioni burocratiche, l'imposizione dell'anticipo dei soldi da parte delle strutture, limiti al reddito (Isee previsto fino a 40.000 euro, ndr.), difficoltà di accesso sono solo alcune delle assurdità concepite dal governo per far fallire il bonus. Ribadiamo quanto sosteniamo da sempre – prosegue – alle imprese del turismo danneggiate dal lockdown servono risorse a fondo perduto ben più consistenti dei circa 6 miliardi stanziati dal decreto rilancio”. Nel frattempo il Piemonte ha avviato un’iniziativa simile che ha già raggiunto buoni risultati: “3x1”, lanciata il 10 luglio, che consente di trascorrere 3 notti nella regione pagandone solo una, le altre due sono offerte una dalla Regione e l'altra dalla struttura ricettiva. Sono già oltre 16mila i voucher venduti che corrispondono a oltre 30mila turisti e 90mila pernottamenti. Grazie al successo ottenuto l'assessorato al Turismo della Regione Piemonte ha prorogato l’iniziativa fino alla fine del 2020. Per usare il bonus ci sarà tempo fino al 31 dicembre, ma guardando ai dati estivi è possibile prevedere la conferma di un risultato negativo. (Da qaeditoria.it)

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