AIC: "Potremmo sospendere il campionato'

TARANTO
Redazione
22.03.2017 18:06

Un mercoledì turbolento allo stadio "Iacovone" che ha visto i calciatori del Taranto essere aggrediti da un gruppo di facinorosi. Proprio dopo la domenica in cui le partite avevano avuto inizio con 15' di ritardo, per testimoniare contro la violenza sui calciatori, in riva allo Ionio si è scatenata "l'Apocalisse" che il vice-presidente dell'AIC, Umberto Calcagno, a Tuttolegapro, ha commentato così:

Che notizie avete da Taranto?

"Abbiamo contattato i giocatori e la Lega Pro e stiamo andando a verificare di persona quanto accaduto. Se fosse vero che l'ennesima aggressione è avvenuta addirittura con mazze e coltelli, significa che abbiamo superato ogni limite e che prenderemo le conseguenze del caso".

C'è il rischio che vengano fermati i campionati?

"Certamente. Parleremo con tutti i rappresentanti delle 60 squadre e con i vertici della Lega Pro. In base a quello decideremo. C'è bisogno di un gesto forte di tutto il sistema verso qualcosa che col sistema ha nulla a che fare, ossia i violenti. Perché bisogna tutelare i calciatori: non è possibile avere paura di essere picchiato o minacciato di morte se hai perso una partita. E' una situazione ingovernabile, non si può immaginare che nel luogo di lavoro dei ragazzi vengano aggrediti in maniera così vile".

Proprio questo week-end le partite erano iniziate con 15 minuti di ritardo per protestare contro le aggressioni avvenute ad Ancona, Catanzaro e Matera.

"Nessuno si era illuso che il quarto d'ora avrebbe fermato le violenze. Quel gesto doveva servire a mantenere alta l'attenzione sull'argomento a bocce ferme. E invece, purtroppo, ne stiamo parlando in seguito a un nuovo episodio. Siamo di fronte a una cultura dell'odio verso una categoria a torto considerata privilegiata da parte di persone che pensano di essere padroni di cose che non gli appartengono. Tifare per una squadra non significa avere il diritto di picchiare qualcuno".

A inizio settimana il Taranto aveva diramato un comunicato stampa durissimo nei confronti dei propri giocatori, rei di aver messo in campo "prestazioni vergognose, indecorose, ingiustificate ed ingiustificabili". Pensa che tale nota possa aver contribuito ad aizzare gli animi?

"Partiamo dal presupposto che nessun comunicato può giustificare reazioni di questo tipo: se una società reputa il lavoro dei propri tesserati non all'altezza è giusto che li possa criticare. Ma la stessa società e tutti noi operatori del sistema non possiamo non renderci conto con chi abbiamo a che fare e quindi dobbiamo rapportare e tarare i nostri comportamenti di conseguenza. Perché, come dimostrano le cronache di oggi ma anche quelle del passato recente, siamo di fronte a pseudo-tifosi fuori controllo".

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