(Di Mimmo Galeone) Zelico Petrovic giunse in riva allo Jonio nell' estate del 1977, provenente dal Catania, dove aveva disputato quattro campionati consecutivi. Inizialmente si alternò tra i pali con un altro grande portiere rossoblu, ossia Sergio Buso. Nella stagione 1978/79 invece non saltò nemmeno una gara, durante la quale stabilì il record di imbattibilità, mantenendo la porta inviolata dal match Taranto-Cagliari del 29 aprile 1979 sino all'ultima giornata, 24 giugno 1979, quando a Palermo fu trafitto da una bordata di Maritozzi in zona Cesarini. Un totale di 846 minuti senza subire segnature, impresa non da poco.

L'ultimo torneo disputato in terra jonica, 1979/80, non fu felicissimo, giacchè di fatto fu titolare per l' ultima volta in un derby perso a Lecce, il 17 febbraio 1980. Chiuse perciò in questa circostanza la sua permanenza jonica, relegato in panchina da mister Seghedoni sino al termine, lasciando il posto ancora a Sergio Buso.

Statistiche alla mano si contano 83 presenze in campionato (con 69 reti incassate) e 15 presenze in Coppa Italia (altrettante reti subite). In seguito Petrovic si accasò a Rimini, dove tra l' altro fu allenato da Arrigo Sacchi. Nell'annata 1983/84, a Vicenza, ebbe invece l'onore di tenere a battesimo un giovanissimo Roberto Baggio.

Il portiere ha affrontato la compagine tarantina da avversario in diverse circostanze: con la casacca del Novara, del Catania e del Rimini. In particolare, nel suo ritorno da avversario allo stadio Iacovone, in Rimini-Taranto dell' 8 marzo 1981, fu protagonista fortuito del grave incidente occorso all'attaccante rossoblu Mirco Fabbri, che riportò la frattura di tibia e perone. Chiuderà la sua carriera a 40 anni, militando in Promozione con la Società Sportiva Cosmos, sodalizio sammarinese.