Tisane? Contro l'insonnia niente è meglio di questo Taranto

Le pagelle de La Cozzetta dello Sport

TARANTO
13.02.2022 17:27

(Di Carmine Caputo, https://www.carminecaputo.com) Sabato sera, riaprono le discoteche dopo il lungo letargo legato della pandemia, c’è voglia di uscire, non fa neanche tanto freddo. Può forse il tifoso tarantino fuorisede andarsene a spasso? No, non può. C’è Taranto Francavilla in tivù, non scherziamo. È vero, all’andata finì zero a zero, di zero a zero il Taranto dall’inizio dell’anno ne ha già inanellati sei, ma non può finire a reti bianche per sempre. Se il Bari gioca un calcio champagne e il Francavilla ha un gioco frizzante, quello del Taranto ricorda al massimo limone e bicarbonato per digerire, ma insomma: i colori rossoblù non si discutono. Pronti via, Giovinco ci regala un’emozione al secondo minuto. Siccome da contratto lui non può regalare più di un’emozione a partita, già si comprende che d’ora in poi l’incontro sarà eccitante come un videogioco che simula la guida di un camion in tangenziale nell’ora di punta. Laterza schiera un 4-2-3-1 che, come di consueto, regala due uomini agli avversari: Santarpia e Mastromonaco, infatti, sono schierati sulla fascia all’altezza del centrocampo, una zona talmente nevralgica che una volta si mandavano lì i giocatori infortunati, quando non potevano essere sostituiti. I due sono talmente avulsi dal gioco che i guardalinee gli chiedono di spostarsi, che coprono inutilmente la loro visuale, fino a che nella seconda metà del primo tempo non vanno a completare il 6-3-1, lo schema preferito ultimamente da Laterza. Il block-chain dell’allenatore (catenaccio di blocco) è talmente efficace che prima o poi gli dedicheranno una criptovaluta, i laterzi.  Nella ripresa i due si addormentano negli spogliatoi (come dargli torto) e vengono sostituiti da Manneh (pronuncia alternativa ‘manisct!’ per invogliarlo alla corsa) e soprattutto dal prescelto: Di Gennaro. Prescelto da quel geniaccio di Montervino che - per una volta dico sul serio - se solo avesse qualche spicciolo in più secondo me ci porterebbe Messi e De Bruyne in squadra, altro che. Di Gennaro dimostra che un altro Taranto è possibile, che va bene la corsa e il pressing, ma alla fine bisogna saperci fare con la palla. L’unica buona notizia di una partita che scivola via noiosissima con gli encomiabili tifosi sulle due curve che cantano per passare il tempo e rimanere svegli. Concludo con le solite pagelle senza voti, come previsto da un approccio pedagogico più moderno. Mi raccomando, sempre Forza Taranto.

Chiorra: Quando gli avversari non c’entrano lo specchio della porta è invincibile. Poi respinge anche su un calcio di punizione a Maiorino che in coppa Italia gli aveva rifilato due bistecche, che vogliamo di più?

Versienti: L’anno scorso giocava come terzo d’attacco a sinistra. Quest’anno Laterza l’ha posizionato terzino destro. Un po’ di spaesamento è comprensibile, anche perché il tecnico pare stia pensando anche di schierarlo come martello ricettore nella Prisma Taranto

Riccardi e Benassai: la coppia di buttafuori offre garanzie e dà tranquillità al reparto come non succedeva da tempo. Pacierno ci prova a imbucarsi, ma viene sempre cortesemente riaccompagnato all’uscita. Se non si è ancora trovato posto per Guastamacchia c’è un motivo.

Ferrara: un po’ ci prova a imbeccare Santarpia, poi si rende conto che le sagome da allenamento danno più soddisfazione e si limita alla difesa. Il guaio è che con le fasce intasate da compagni poco produttivi, non può scendere nemmeno lui che almeno saprebbe come crossare.

Pacilli: Ancora tu? Ma non dovevamo non vederci più? In verità il ragazzo è in palla e ci prova a dare una scossa in un momento della partita in cui le squadre sembravano i letargo. Chissà se prima della fine del campionato riusciremo a vederlo per cinque minuti giocare nel suo ruolo?

Civilleri Il centrocampista dà il meglio quando si gioca su spazi larghi, con una squadra corta come la Virtus sembra una corriera che prova a parcheggiare in retromarcia in viale Liguria.

Marsili Il capitano non si discute quando fa il quinto di difesa, risolvendo problemi. Poi giocare in 2 contro 5 non è facile. In attacco però è un cellulare scarico che si scalda sotto pressione; bisognerebbe ricaricasse un po’ le batterie. Comincia poi a risultare stucchevole il fatto che tutte le punizioni e tutti i calci d’angolo debba batterli lui: corre di più per raggiungere ogni volta la bandierina che non in mezzo campo…

Giovinco: il talento non si discute, appena tocca palla dà l’impressione di illuminare il gioco. Probabilmente si troverebbe più a suo agio se il Taranto ogni tanto attaccasse.

Di Gennaro: eh, ma sul campo della Iacovone è difficile giocare bene. Eh, ma con gli schemi di Laterza non c’è spazio per le verticalizzazioni. Eh, ma…E un bel niente: il calcio è un gioco semplice, c'è chi sa giocare a pallone e c'è chi fa minutaggio. Trovategli spazio subito: date la palla a Di Gennaro sarà il nuovo schema da qui alla fine del campionato. E chissà dove saremmo se ci fossimo potuti permettere Tissone un altro anno…

Santarpia e Mastromonaco: abbiamo già detto, uno è uomo da area di rigore, l’altro è un uomo da pista da atletica (nel senso che come podista non si discute). Oggi sulle fasce risultano innocui come due forbicine per i bimbi dell’asilo, tanto vale lasciarli in tribuna che almeno la partita la vedono meglio.

Manneh: Sembra piuttosto impacciato sulla corsia di destra, bisognerebbe provarlo nel suo ruolo a sinistra prima di ritrovarci con un altro Pacilli in casa.

Saraniti: A volte un uomo è da solo, perché ha in testa strani tarli. Perché ha paura del sesso, o per la smania di successo. Per scrivere il romanzo che ha di dentro, perché il modulo l'ha già messo al muro… Ma cosa pretendete dal 6-3-1, che quell’1 faccia pure gol? A un certo punto per la disperazione Saraniti centrocampista la passa la Saraniti ala che si invola sulla fascia e crossa al centro, ma ovviamente lì non può esserci il Saraniti centravanti. Considerando che Giovinco appena tocca il pallone tira in porta, la solitudine di quest’uomo è drammatica. Altro che Saraniti, Sarànotte se la squadra non si decide ad offrirgli un pallone decente.  

Viva la Birra Raffo, ma il Taranto visto con la Virtus Francavilla avrebbe dovuto essere sponsorizzato dalla camomilla Sogni d'oro.

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