Cultura, musica e spettacolo

Taranto: Immigrazione, presentazione Dossier Statistico 2019 del Antonio Ciniero

Appuntamento per le 9.30 di sabato 18 gennaio al Liceo Aristosseno

Comunicato stampa
16.01.2020 18:49


Sabato 18 gennaio ore 9,30 la presentazione del Dossier Statistico 2019 a cura del Prof. Antonio Ciniero (UNISALENTO) al Liceo Aristosseno di Taranto. Il dossier sara' distribuito gratuitamente fino a esaurimento copie. La presentazione è organizzata dalle associazioni Babele e Libera; previsti gli interventi del Prof. Salvatore Marzo (dirigente liceo Aristosseno), Enzo Pilò (Babele aps), Avv. Marco Del Vecchio e Avv. Alessandro Tedesco (LIbera). Il Dossier Statistico non è una semplice elencazione di numeri e statistiche: attraverso questa si legge la realtà dell’immigrazione ripulendola dalla falsa informazione, dalla propaganda, dall’odio disseminato per fini politici. I migranti in Italia diminuiscono. Da almeno sei anni la popolazione straniera non è in espansione. E’ questo solo uno dei tantissimi dati contenuti dal Dossier statistico immigrazione 2019, realizzato come ogni anno – questa è la 29esima edizione – dal centro studi e ricerche Idos in partenariato con il Centro studi e rivista Confronti, cofinanziato dall’Otto per mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi.

L’ANNUS HORRIBILIS Tra le estati 2018 e 2019 è indubbiamente trascorso un annus horribilis per l’immigrazione, con ben due decreti "sicurezza”, immediatamente convertiti in legge, che hanno colpito sia gli immigrati già presenti in Italia, il primo, sia quelli diretti verso il paese, il secondo. Tutta l’attenzione mediatica e la comunicazione politica hanno continuato a insistere sugli arrivi via mare dei richiedenti asilo, riproponendo – come da quarant’anni a questa parte – la retorica dell’invasione. In realtà, a seguito dei discutibili e onerosi accordi che l’Italia ha stretto con la Libia, non solo già nel 2017 il numero dei migranti sbarcati nel paese era diminuito di oltre un terzo rispetto al 2016, scendendo a 119.310 casi, ma durante tutto il 2018 si è attestato ad appena 23.370, un numero crollato in un anno di oltre l’80%, per ridursi, nei primi 9 mesi del 2019, a soli 7.710 casi. Si tratta di una cifra inferiore di ben 5 volte ai 39.000 migranti che nel frattempo sono giunti in Grecia e di circa 2,5 volte ai 19.000 approdati in Spagna, oltre che sostanzialmente equiparabile ai 6.400 richiedenti asilo che, nel 2018, l’Italia ha dovuto riammettere sul proprio territorio dai paesi comunitari in cui si erano trasferiti violando il Regolamento di Dublino. Come è noto, questo crollo degli arrivi via mare è stato ottenuto al prezzo di un elevato numero di migranti, o fermati lungo la traversata dalla Guardia costiera libica (appositamente finanziata, addestrata e rifornita di mezzi dall’Italia e dall’Unione europea) e riportati nei campi di detenzione del paese nordafricano (dove sono tornati a subire sevizie, stupri e torture), oppure annegati lungo la rotta del Mediterraneo centrale, ancora la più letale al mondo con più di 25.000 morti o dispersi accertati dal Duemila ad oggi: oltre la metà di tutti quelli calcolati nelle rotte marittime a livello mondiale.

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