Roberto Vannacci
Roberto Vannacci

“Un movimento autonomo, non una scissione né una forma di dissenso”. Roberto Vannacci presenta così Futuro Nazionale, a Bari, nuovo soggetto politico nato da una continuità di principi e valori già sostenuti in passato: “Si rifà a ideali nei quali ho sempre creduto. Quando ho riscontrato una mancanza di coerenza nella Lega, ho scelto di restare fedele a quei valori”.

Il progetto guarda già al medio periodo. L’obiettivo è entrare pienamente nell’attività politica a partire dal 2027: “Quest’anno non saremo presenti alle elezioni. L’assemblea costituente si terrà il 13 e 14 giugno a Roma, da lì inizieremo a strutturarci. In meno di due mesi abbiamo superato i 35mila aderenti e costituito oltre 600 comitati”.

Quanto al possibile posizionamento nel quadro politico nazionale, Vannacci non chiude al centrodestra: “Oggi marciamo come forza indipendente. Nel 2027 valuteremo eventuali alleanze, a condizione che vengano rispettate le nostre linee programmatiche”.

“Il movimento punta a intercettare soprattutto chi si è allontanato dalla politica: “Ci rivolgiamo a chi non vota più da anni, a chi cerca una destra coerente e senza compromessi. Vogliamo riportare la politica vicino ai cittadini”.

Vannacci ha inoltre ribadito una linea rigida sull’immigrazione irregolare, chiedendo l’allontanamento di chi non ha titolo per restare in Italia.

“Energia troppo cara, Meloni difenda interessi nazionali”

“Tenere la barra dritta sugli interessi nazionali, senza prendere le distanze da qualcuno ma senza rinunciare a difendere l’Italia”. È la linea indicata da Roberto Vannacci.

Al centro delle sue dichiarazioni il tema del costo dell’energia, definito il vero nodo per il Paese: “Oggi gli italiani pagano l’energia più cara del mondo – ha sottolineato -. Questo è il problema e se deriva da scelte di altri, dobbiamo convincere chi le ha prese a tornare sui propri passi o a contribuire al conto”.

Un passaggio anche sul rapporto tra l’Italia e gli Stati Uniti, con riferimento alla posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai rapporti con Donald Trump. Vannacci ha distinto tra diverse fasi dell’ex presidente americano: “Mi andava bene il Trump sovranista, quello del ‘Make America Great Again’, che parlava di pace e di fine dei conflitti. Non mi convince invece il Trump che si propone come gendarme del mondo”.

Infine, il richiamo a una linea autonoma ma non isolata: “Come italiani ed europei dobbiamo perseguire i nostri interessi, cercando un punto di convergenza con quelli statunitensi. Se questo punto non c’è, devono prevalere gli interessi dell’Italia”.