Taranto: Curiosando in via Duomo

Visita al museo del mare e delle antiche arti piscatorie

Cultura, musica e spettacolo
12.04.2022 11:16

(Testo e foto di Fabio Dal Cin) Ci avviamo alle celebrazioni della Santa Pasqua e, con essa, a rivivere le tradizioni legate ai Riti della Settimana Santa. Aumentano non solo i turisti, ma anche i tarantini che desiderano approfondire la conoscenza dei luoghi storici e di culto della città.

I siti d’interesse sono molti, alcuni noti, altri un po' meno. A quest’ultima categoria appartiene sicuramente l’ex chiesa di S. Maria Della Scala. Può sfuggire al visitatore poco attento (e io lo sono stato), ma, percorrendo lentamente via Duomo, nella città vecchia, al nr. 178 vi è un piccolo intimo ingresso con un cancello verde, sopra la scritta “ex chiesa di S. Maria Della Scala – museo del mare”.

L’ingresso è libero. Ad accogliermi è il sig. Pasquale Chiochia, pensionato carpentiere, che in comodato d’uso e a proprie spese, si è preso cura di questo posto d’interesse storico-culturale, per molti anni abbandonato.

La chiesa di S. Maria della Scala, un tempo consacrata ai santi Simone e Giuda, fu edificata nel 1181 da parte dell’arcivescovo Basilio II il Paleano, patrizio tarantino, a seguire – siamo nel 1586 – passò ad una famiglia feudataria venuta a Taranto con i Normanni: gli Artenisio e infine ai Carducci. Il 26 luglio 1887 la chiesa fu donata alla curia ed adibita ad oratorio fino al 1957, i sacerdoti che la gestirono furono i fratelli Francesco e Salvatore Di Comite (di cui si conservano oggetti e documentazioni).

Verso il 1960 la chiesa fu sconsacrata e gestita dalla parrocchia di S. Agostino per poi essere murata per quarant’anni. Seguono anni di silenzio fino al 2002 quando, grazie al citato sig. Chiochia, si diede inizio alle opere di restauro: nel 2005 la navata centrale, la sacrestia e la canonica; nel 2011 il Museo Sacro e nel 2019 il Museo del Mare.

La cura nei dettagli e un ottima ricostruzione storica fanno di questo posto un passaggio obbligato per chiunque si rechi dalle colonne doriche verso la cattedrale di San Cataldo. La struttura, articolata su tre livelli, custodisce anche un ossario destinato ad accogliere le spoglie dei preti defunti. Emozionante, infine, il Museo del Mare, un’attenta ricostruzione delle “arti piscatorie” tarantine con esposizione di utensili di uso comune e racconti di tecniche di pesca che esaltano le antiche abilità marinaresche degli abitanti della città dei Due mari.

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