Taranto: Stellato, ‘Tecnopolo nel comparto 32, occasione per cambiare prospettiva città’

CRONACA
03.11.2022 23:57

"L’assetto urbanistico dell’area che ruota attorno a Cimino, nota come "comparto 32", e la questione del Tecnopolo del Mediterraneo, offrono a Taranto una duplice opportunità. Regolare il profilo di una vasta porzione di territorio, che diventerà particolarmente strategica con l’attivazione del nuovo ospedale San Cataldo, e aprire una prospettiva di sviluppo della città basata sull’attrazione di investimenti ed imprese, sullo scambio di conoscenze scientifiche, sul primato dell’innovazione tecnologica". Lo dichiara Massimiliano Stellato, consigliere regionale e comunale.

"Vorrei che si riflettesse su questo, prosegue Stellato - che lo facesse anzitutto la politica, e poi il mondo dell’Università e dell’impresa, per provare a dare un colpo d’ala alle sorti di questa città, cercando di proiettarla nel futuro. Futuro, non inteso semplicemente come declinazione di un tempo che verrà, ma come prospettiva nuova che cambia la visione della città, non soltanto la sua conformazione.

Si è già detto che l’area del comparto 32 non deve ospitare nuova edilizia residenziale e nuove attività commerciali. Ribadisco perciò una proposta già fatta: si intervenga facendone solo un’area di ricucitura fra questa porzione di territorio e il resto della città e prevedendo attività, servizi e funzioni che integrino e valorizzino il ruolo di polo sanitario di eccellenza del San Cataldo. Ma poiché il nuovo ospedale sarà anche riferimento della Scuola di Medicina dell’Università, nel senso che qui si formeranno e specializzeranno i laureandi, potremmo magari ampliare su un altro versante questo presidio della formazione di eccellenza e della ricerca. E l’altro versante, può essere proprio il Tecnopolo del Mediterraneo che potrebbe trovare spazio nell’area del comparto 32.

Sul Tecnopolo si sono fatte sinora varie ipotesi come possibile sede: la scuola Acanfora, Palazzo Frisini, entrambi ubicati in un’area urbana già molto densa, il Deposito territoriale dell’Aeronautica Militare. Ma penso che parlare adesso della sede e di dove realizzarla, significherebbe  partire dalla coda del problema anzichè, come è opportuno, dalla testa. E la testa del problema si chiama costituzione degli organi di governo della fondazione. Senza questi, non sono utilizzabili i fondi già disponibili, non è ben definibile la missione operativa, non si riesce a dare fluidità ai rapporti con imprese, con le multinazionali, con l'Università, i Politecnici e i centri di ricerca. Non a caso ho presentato una mozione nel Consiglio regionale perchè anche la Regione si attivi, faccia la sua parte e spinga per l’avvio del Tecnopolo a Taranto. Ma poichè il problema della sede e della sua ubicazione comunque si porrà, perchè non avviare quantomeno una riflessione oggi? Certo, ben venga una allocazione temporanea presso la Camera di Commercio, ma penso che l’area del comparto 32, anche alla luce dei nuovi indirizzi che esprimerà il Piano urbanistico generale (Pug), strumento del quale Taranto dovrà presto dotarsi, possa essere adatta e funzionale all’insediamento del Tecnopolo. La potremmo modellare sulla base delle esigenze che una struttura del genere pone, ma soprattutto avremmo concentrati in una stessa area due importanti riferimenti: quello medico-scientifico rappresentato dal San Cataldo e dalla Scuola di Medicina e quello dell’innovazione nel campo dello sviluppo sostenibile e delle tecnologie correlate rappresentato dal Tecnopolo del Mediterraneo. Certo, bisognerà fare verifiche e approfondimenti. Ma si provi a pensare che attrattività avrebbe quest’area, che fulcro importante sarebbe per i giovani, che prospettiva nuova aprirebbe per la città intera e, perchè no, per tutto il mezzogiorno. Il disegno è ambizioso, non c’è dubbio, ma credo che sia davvero venuto il momento di imprimere una svolta a Taranto. La città ne ha le potenzialità, le occasioni importanti ci sono, non sono ipotetiche, non possiamo permetterci di sprecarle lasciandole cadere nel vuoto o, peggio, nell’inerzia". (Comunicato stampa)

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