Alessandro Dipino
Alessandro Dipino

La sicurezza dei lavoratori torna al centro del confronto nello stabilimento di Acciaierie d’Italia a Taranto. Nella sala conferenze del sito industriale, si è svolto un incontro tra azienda, organizzazioni sindacali, una delegazione del Ministero del Lavoro e dell’INAIL, in continuità con quanto emerso dal tavolo del 5 marzo a Palazzo Chigi tra Governo e sindacati.

A commentare l’incontro è Alessandro Dipino, segretario generale della UGL Metalmeccanici di Taranto, che ha definito il confronto «un momento importante», soprattutto alla luce delle recenti tragedie avvenute nello stabilimento.

“La sicurezza deve essere il punto di partenza”

Secondo Dipino, l’incontro deve rappresentare un punto di partenza e non un punto di arrivo nel percorso per migliorare le condizioni di sicurezza negli impianti. «Purtroppo - ha dichiarato -, negli ultimi due mesi abbiamo assistito a due giovani vite spezzate. Questo rende ancora più evidente quanto il tema della sicurezza sia centrale».

La paura tra i lavoratori

Il segretario della UGL ha sottolineato come tra i lavoratori si stia diffondendo un clima di paura nello svolgimento delle attività lavorative. Per questo, secondo il sindacato, è necessario che azienda e istituzioni chiedano al Governo risorse economiche dedicate per la messa in sicurezza degli impianti. «Non è pensabile che chi si reca al lavoro non abbia la certezza di poter tornare a casa e abbracciare i propri familiari», ha aggiunto Dipino.

Il rapporto con la città

Nel suo intervento il sindacalista ha evidenziato anche il peso che molti lavoratori avvertono nel rapporto con la cittadinanza. «È già drammatico il carico che portiamo sulle spalle spesso additati come “assassini” in un rapporto con la città logorato da anni di contrapposizione tra lavoro e salute», ha spiegato.

Secondo Dipino, se alla difficoltà di questo equilibrio si aggiunge anche la paura di andare a lavorare, diventa necessario fermarsi e riflettere sul futuro della fabbrica e dell’occupazione a Taranto.

Appalti e indotto

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema dei contratti applicati nelle aziende dell’indotto. Secondo la UGL Metalmeccanici è necessario intervenire con decisione, perché il sistema degli appalti rischia di favorire offerte al ribasso, penalizzando proprio le aziende più virtuose.

Dipino ha infine ribadito la disponibilità del sindacato a collaborare affinché il percorso sulla sicurezza e sul futuro industriale dello stabilimento possa procedere rapidamente, anche in vista della cessione dell’azienda, indicata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy come obiettivo prioritario.