Il Comitato “Società Civile per il NO nel referendum costituzionale” di Grottaglie interviene sul referendum sulla giustizia fissato per il 22 e 23 marzo 2026, esprimendo una posizione critica nei confronti della riforma proposta.

Secondo il Comitato, il quesito referendario interviene sull’assetto costituzionale della magistratura, introducendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e modificando i meccanismi di autogoverno, ma non affronterebbe le criticità ritenute più urgenti del sistema giudiziario. Tra queste vengono indicate la durata dei processi, la carenza di organico, l’insufficienza di investimenti nei tribunali, la digitalizzazione degli uffici e la modernizzazione delle procedure.

Nel documento si sostiene che un eventuale voto favorevole non determinerebbe un miglioramento dell’efficienza della giustizia per i cittadini, poiché la riforma inciderebbe principalmente sull’equilibrio costituzionale dei poteri dello Stato. In particolare, il Comitato ritiene che la separazione rigida delle carriere e le modifiche al Consiglio Superiore della Magistratura possano comportare rischi per l’indipendenza della magistratura e generare elementi di instabilità istituzionale.

Secondo i promotori, la questione non riguarda esclusivamente l’ordinamento giudiziario, ma coinvolge direttamente i cittadini, poiché l’autonomia dei magistrati è considerata un presupposto per la tutela dei diritti e per l’uguaglianza davanti alla legge.

Per illustrare le proprie posizioni, il Comitato sarà presente in Piazza Principe di Piemonte a Grottaglie sabato 14 febbraio dalle 17.00 alle 20.00 e domenica 15 febbraio dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00, con un presidio informativo rivolto alla cittadinanza. L’iniziativa è finalizzata a spiegare le ragioni del No al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026.