CRONACA

Tifoso Vultur morto: Questura Potenza ricostruisce i fatti

Salvatore Laspagnoletta, l’investitore: ‘la mia auto è stata circondata e assalita con mazze da una cinquantina di facinorosi mascherati. Ero terrorizzato e ho cercato di scappare’

21.01.2020 03:09


Tirapugni, mazze e bastoni. Un "agguato predeterminato". I tifosi del Vultur Rionero sapevano che i supporter del Melfi sarebbero passati da Vaglio. "Una pianificazione" secondo il procuratore della Repubblica di Potenza Francesco Curcio che in conferenza stampa, a Potenza, ha parlato di un "agguato che si è sviluppato con violenza tribale" in virtù del tipo di armamentario che i tifosi del Vultur Rionero avevano con loro. Un caso singolare. Le due squadre, entrambe in Eccellenza non dovevano scontrarsi sul campo. I tifosi del Rionero avrebbero atteso quelli del Melfi all'incrocio per Tolve, a Vaglio di Basilicata, dove erano diretti per seguire la partita della squadra di calcio.

"Come una tribù che voleva sfidare l'altra - ha detto Curcio - In questo contesto sono maturate la morte del tifoso del Rionero travolto con l'auto da Salvatore Laspagnoletta". Probabile, dunque, che qualcuno avesse avvisato o addirittura "pedinato" i tifosi del Melfi. Gli inquirenti al momento hanno scartato la possibilità di un incontro tra le due tifoserie prima dell'accaduto. I tifosi del Melfi erano in cinque autovetture quando sarebbero stati braccati dagli ultras del Rionero che, dopo aver fatto passare le prime due auto, hanno cercato di bloccare la terza, una Fiat Punto con a bordo Laspagnoletta che ha accelerato investendo a morte Fabio Tucciariello, operaio  di 39 anni. A quanto pare a bordo di una delle vetture del Melfi vi era anche un bambino. In totale sono 27 le misure cautelari emesse in carcere, tutti tifosi del Vultur Rionero - ad eccezione di Laspagnoletta - tra i 20 e 30 anni, incensurati. Qualcuno ha a suo carico dei daspo emessi in precedenza.

"Doveva essere una giornata di festa, un pomeriggio divertente tra amici - ha raccontato Laspagnoletta dopo l'arresto -. ma tutto è cambiato quando la mia auto è stata circondata e assalita con mazze da una cinquantina di facinorosi mascherati. Ero terrorizzato e ho cercato di scappare". L'accusa per Laspagnoletta è di omicidio volontario mentre per gli altri è di violenza privata, tentate lesioni e detenzione di armi improprie per eventi sportivi o trasferte. Nelle auto dei tifosi di Melfi non sarebbero state trovare armi. Non si esclude la presenza di ulteriori tifosi del Vultur Rionero che ha partecipato all'agguato e ai quali Curcio si rivolge invitandoli a farsi avanti. Tra le persone pe le quale è stato disposto il carcere, anche i due tifosi del Rionero feriti insieme a Tucciariello e ricoverati all'ospedale San Carlo di Potenza. Le tifoserie delle due squadre sono rivali storici. La Questura, da quanto riferito in conferenza stampa dal questore Isabella Fusiello, aveva già incontrato le società invitandole ad allontare i tifosi violenti per via di ad lcune criticità emerse in una partita di un mese e mezzo fa.

Per Fusiello "non si tratta di un evento da relegare allo sport ma alla criminalità comune. Persone del genere non possono essere considerate tifosi o supporter. È la prima volta in Italia che io ricordi - ha detto - che in risposta ad atti di questa gravità si prendono provvedimenti simili". 

E sul caso interviene anche il vescovo di Potenza, Ciro Fanelli: "Quanto avvenuto ieri non ha nulla a che spartire non solo con lo sport e con il tifo, ma nemmeno con l'umanità: una violenza insensata, probabilmente solo mascherata dalla rivalità sportiva, ha lasciato a terra una giovane vita e ha ferito altre vite. Non posso non affermare con forza che è inconcepibile che una dimensione così importante e diffusa per una comunità, come lo sport, debba ancora una volta fare i conti con comportamenti di natura violenta". (Da Repubblica.it)

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