Taranto, area marina protetta: Comune, Ispra e MASE al lavoro su perimetrazione

CRONACA
02.06.2023 10:22

Con l’istruttoria tecnica avviata da Ispra, prende forma la procedura di istituzione dell’area marina protetta di Taranto. Nato da una precisa volontà dell’amministrazione Melucci, che ha sollecitato negli scorsi anni quello che oggi è il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il progetto è ora al vaglio delle strutture tecniche del dicastero, in stretta interlocuzione con la direzione Ambiente del Comune di Taranto.

Durante la riunione in videoconferenza tenuta nei giorni scorsi, proprio i funzionari di Ispra hanno illustrato al sindaco Rinaldo Melucci, all’assessore all’Ambiente Laura Di Santo e al consigliere comunale Giuseppe Fiusco, oltre che ai tecnici comunali, una prima ipotesi di lavoro per la definizione del perimetro dell’area e delle attività da svolgere al suo interno. È stata anche rilevata la necessità di incrociare questa attività a quelle già avviate rispetto al consolidamento del progetto del parco regionale del Mar Piccolo e alla riperimetrazione dell’area Sin.

«L’area marina protetta, per noi – le parole del primo cittadino – è un altro tassello di quel percorso di transizione che abbiamo avviato su più fronti. Quando parliamo di decarbonizzazione, infatti, non dobbiamo rivolgerci solo alla grande industria, dobbiamo sforzarci di ripensare radicalmente il nostro modello di sviluppo, per esempio orientandolo più verso la risorsa “mare”».

Ancorché preliminare, quindi, questa riunione è stata utile per sintonizzare le esigenze di tutti e definire i tempi. La prospettiva plausibile è avere un quadro più definito entro l’anno.

«Ringrazio ministero e Ispra per l’encomiabile lavoro svolto – ha aggiunto il sindaco Melucci – perché siamo di fronte a una sfida di levatura nazionale: realizzare un’area marina protetta di fronte al più grande stabilimento siderurgico d’Europa. Per questo non faremo storie sulla sua estensione, purché non si perda di vista il valore di questo progetto: dare una forma ulteriore al nostro processo di transizione. Non poniamoci limiti, quindi, ma iniziamo a definire il perimetro dell’intervento, ricordandoci anche delle ricadute economiche, turistiche e sociali che avrà sulla nostra comunità».

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