Mamme lavoratrici in Italia: ultimo posto nel bilancio europeo vita-lavoro

Così in una nota Patrizia Mignolo, consigliera del Comune di Taranto

Patrizia Mignolo
Politica
12.05.2024 16:40

Secondo l’European life-work balance index che misura la qualità delle nostre vite in base ad un mix  che comprende reddito, agevolazioni, orario di lavoro, casualità della vita come malattie e maternità, noi mamme italiane siamo ultime rispetto alla Francia, alla Spagna, alla Germania, persino al Belgio, all’Irlanda e all’Austria.

Una valutazione di quanto la nostra società abbia avuto la capacità di aggiornarsi in base alla crescente complessità delle nostre vite sempre più lunghe e articolate: oggi, nonostante la tecnologia, tutto ruota intorno ai tempi lavorativi. Le madri lavoratrici sono quelle che pagano il prezzo più alto a causa della strenuante ricerca di un equilibrio vita-lavoro (oggi l’occupazione femminile arriva al 55%, nel 2014 era al 50%). Limitato l' aiuto da parte del proprio compagno di vita: 10 giorni di congedo di paternità che molto spesso non vengono neanche richiesti.

Sono queste le cause che costringono spesso le donne a  dilatare i tempi rispetto a quello che è il loro desiderio innato. Sono obbligate, quindi, ad avere figli sempre più tardi: ( media di età per avere il primo figlio nel 2024: 31,6 anni , nel 2014 era 30,7).

La nostra nazione è nella Top 10 dei Paesi con le Mamme “più anziane“ del mondo. Per non parlare  dei posti negli asili nido che sono passati dal 22,5% al 28%. Dati che confermano che per più di 7 bambini su 10, l’Italia confida nell’aiuto dei  nonni (patrimonio immenso e insostituibile). Insomma: le donne italiane non hanno neanche il tempo di scendere in piazza per rivendicare i loro diritti.

Le madri-lavoratrici potrebbero essere prese, loro malgrado, a modello perché mostrano all’Europa intera come in Italia sia possibile far passare decenni argomentando tanto e sempre sullo stesso tema senza mai trovare soluzioni valide. Perché quando si pensa a nuove misure, si pensa sempre che la presenza di un figlio nella vita di una donna sia un “problema “ se ha, o vorrebbe avere un lavoro?

L’equilibrio vita-lavoro deve esistere per tutte le categorie lavorative. Le madri-lavoratrici hanno il sacrosanto diritto di essere maggiormente ascoltate, prese in considerazione, riconosciute per l’alto contributo che offrono nella vita lavorativa e nella vita privata. Le madri! Protagoniste del fatto che, il benessere, la produttività, la felicità sono una conquista da ricercare ogni giorno. Così in una nota Patrizia Mignolo, consigliera del Comune di Taranto.

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