CRONACA

Taranto: Turista lombardo muore annegato a Torre Ovo

11.08.2020 15:54

Massimo Bossi, morto annegato a Torre Ovo - foto malpensa24.it
E’ morto annegato nel mare di Puglia, a Torre Ovo (Taranto), Massimo Bossi. Imprenditore e volto noto di Forza Italia in provincia di Varese, è stato assessore all’Urbanistica e poi sindaco reggente di Gallarate nel 2011, quando l’allora prima cittadino Nicola Mucci lasciò pochi mesi prima del voto. Da quanto si apprende, Bossi, 62 anni compiuti lo scorso 3 luglio, si trovava in vacanza in provincia di Taranto. Sarebbe morto annegato durante un’escursione in barca a vela in solitaria. Le cause non sono ancora note, anche se l’ipotesi di un malore è la più accreditata. Lascia la moglie e due figli. Le voci sulla tragica scomparsa di Massimo Bossi sono cominciate a circolare in provincia di Varese verso sera. Le prime conferme arrivano dalle parole di Oreste Battiston, sindaco di Solbiate Arno: «Ho appreso la notizia da un amico comune. Conosco Massimo da una vita, ci lega un’amicizia nata fuori dalla politica. La sua morte mi ha sconvolto: era una persona buona, onesta e trasparente».

Chi era Massimo Bossi Massimo Bossi aveva 62 anni ed era un imprenditore, titolare di un’azienda di lavorazione di metalli per i settori aeronautico, aerospaziale e automobilistico, con sede nella zona industriale di Sciarè. È stato anche al vertice della squadra di calcio della Cedratese. Ma il suo nome è legato soprattutto alla sua lunga esperienza politica targata Forza Italia a Gallarate. Prima come consigliere comunale, poi come assessore all’Urbanistica nel secondo mandato di Nicola Mucci sindaco, eletto anche consigliere provinciale nel 2008. Nel gennaio 2011 viene promosso vicesindaco in concomitanza con le dimissioni anticipate di Mucci da primo cittadino (pochi mesi prima della scadenza del secondo mandato) e rimane così sindaco facente funzione fino alle elezioni amministrative della primavera 2011. Quando, candidato del PdL, viene sconfitto al ballottaggio da Edoardo Guenzani dopo essere stato vittima del “fuoco amico” della Lega, che dopo la corsa solitaria aveva deciso di farlo perdere al secondo turno. Si dimette dal consiglio comunale poco prima della fine del mandato di Guenzani per poi ricandidarsi senza fortuna nel 2016. Ma la sua presenza all’interno del partito azzurro si fa sempre più defilata, fino ai mesi scorsi, quando ricompare nel nuovo organigramma provinciale come responsabile per il lavoro e le attività produttive. Si era fatto il suo nome anche come possibile commissario di Forza Italia dopo la bufera giudiziaria Mensa dei Poveri, ma fu poi preferito l’ex sindaco di Busto Gigi Farioli. (Da malpensa24.it)

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