Vela: Bari al centro del mondo dei Dinghy con prima tappa Coppa Italia

Una trentina le imbarcazioni in acqua dal 23 al 25 aprile

ALTRI SPORT
22.04.2022 11:57

Dal 23 al 25 aprile prossimi Bari sarà al centro del mondo dei Dinghy con la prima tappa di Coppa Italia. Ad organizzarla su delega del Comitato dell’VIII Zona FIV e mandato della classe sarà il Circolo Canottieri Barion Sporting Club, con il patrocinio del Comune di Bari.

Con questa Regata Nazionale di Coppa Italia Bari e la Puglia si riallacciano a un passato che le ha viste protagoniste dal 1950 al 1967 con i Campionati Italiani della Classe organizzati qui dal Circolo della Vela Bari nel 1950, 1951, 1953, 1963 e 1967. In quegli anni tra i timonieri baresi di punta spiccavano Nicola Lapenna, Gianni Modugno, vincitore del titolo nel 1959 e nel 1962, Gianni Milano e Francesco Piccininni del CC Barion.

Generalmente le regate dei Dinghy 12’, sia a livello locale sia a livello nazionale, sono note per l’alto numero dei concorrenti. Ai Campionati Italiani sono iscritti in media tra i 70 e gli 80 timonieri. Il record è quello del Campionato dell’anno del Centenario in cui si sforò quota 100. E numerose e di grande prestigio nazionale e internazionale sono anche le imbarcazioni che parteciperanno alla manifestazione organizzata a Bari dopo quasi 50 anni dall’ultima volta. Una trentina gli iscritti. Il circolo barese del molo San Nicola sarà quindi invaso dai mille colori delle vele e degli scafi di queste storiche imbarcazioni. Nata ormai cento anni fa, nel 1913, il Dinghy 12’ è una storica deriva con scafo in legno (o in vetroresina) con un’ampia velatura armata di picco. La classe conta in Italia circa 300 iscritti, di cui la metà frequenta i campi di regata.

Alla regata, dall’elevata caratura tecnica, che racchiude ogni anno i top player della vela italiana, non mancheranno Alberto Patrone (Circolo Velico Cogoleto), nominato dinghista dell’anno nel 2021, Francesca Lodigiani (CV Santa Margherita Ligure) attuale segretario di classe (per la sesta volta consecutiva), che è anche una delle cinque dinghiste donne più forti in Italia; il campione zonale pugliese Francesco Laera (LNI Monopoli) e tra i senior Tommaso De Bellis (LNI Monopoli), vincitore della prima prova del campionato zonale 2022; e il timoniere di punta del CC Barion Gigi Costantino, secondo allo zonale 2021. In questa classe regatano anche il presidente del Barion Francesco Rossiello (CC Barion) e il responsabile della sezione degli Ufficiali di Regata dell’VIII Zona Fiv, Stefano Antoncecchi (CC Barion).

Sei le prove in programma, due al giorno, a partire dal 23 aprile. Sarà possibile recuperare o anticipare una prova per raggiungere il numero minimo di prove per la validità della serie. Il segnale di avviso per la prima prova sarà esposto alle 12.55 del 23 aprile. Per le prove successive sarà invece pubblicato in un comunicato ufficiale sul sito della manifestazione entro le ore 21 del giorno precedente. Il campo di regata sarà allestito nel tratto di mare antistante l’imboccatura del porto antico (sul lungomare Sud di Bari) con percorsi tipo bolina-poppa. Al termine dei tre giorni di regata saranno premiati i primi cinque assoluti della classifica finale; il primo Dinghy Classici; il primo della classifica Master (over 65 anni); il primo della classifica Super Master (over 75) e il primo Legend (over 80); la prima Lady e il primo equipaggio in doppio.

Sulle banchine del Circolo Canottieri Barion sarà predisposto inoltre un villaggio per l’accoglienza degli equipaggi delle imbarcazioni e sono in programma eventi sociali che coinvolgeranno armatori, equipaggi, sponsor e autorità. Questo evento, quindi, rappresenta, oltre che un momento sportivo di grande prestigio, una splendida vetrina per esaltare e valorizzare la nostra città ed il nostro territorio in tutta la sua bellezza.

L’IMBARCAZIONE – LA STORIA

Il Dinghy 12’ è una piccola grande barca che nonostante abbia alle spalle una intensa storia più che centenaria, grazie alla capacità di adattarsi, senza snaturarsi, al mutare dei tempi e all’evoluzione, non conosce tramonto. Tanto che a 109 anni dalla sua progettazione, ancora oggi è diffusa sia in Europa, principalmente in Italia, Olanda, Francia, Germania, Regno Unito, Austria, Slovenia e Croazia, sia in Giappone, dove fino a non molti anni fa è stata la barca utilizzata per le regate universitarie.

In Italia, dove il Dinghy 12’ ha la massima diffusione, si corrono più di 100 regate all’anno, tra nazionali e locali, per un totale di circa 150 giornate sulle boe compresi i numerosi campionati invernali. Le Flotte maggiori sono concentrate in Liguria, nell’Alto e Medio Adriatico, sui Laghi Prealpini e nel Lazio. C’è poi una buona attività in Sicilia a Mondello e di recente si è ricostituita una Flotta in Puglia.

Il Dinghy nasce nel 1913 dal progetto dell’avvocato inglese George Cockshott che partecipò e vinse il concorso indetto dalla Boat Racing Association per la progettazione di una deriva che unificasse i vari modelli di “tender” con i quali gli armatori dei grandi yachts si sfidavano in appassionanti regate nei porti e nelle rade del nord Europa. Economico, maneggevole, adatto al diporto nautico, il Dinghy 12’ non tardò a diffondersi. Sotto vela si rivelò imbarcazione molto tecnica e raffinata e, divenuto nel 1919 la prima “International Class”, venne scelto nel 1920 e nel 1928 alle Olimpiadi quale classe “en solitarie”. L’esperienza dei velisti italiani selezionati per le Olimpiadi di quegli anni, introduce il Dinghy 12’ nel nostro Paese, dove le prime imbarcazioni sono costruite nel 1929. Nel 1931 si tiene il primo Campionato Italiano. Da quel momento, per oltre trent’ anni il Dinghy 12’ reciterà un ruolo determinante nello sport velico nazionale, e, in particolare, per la formazione dei più giovani.

Da quando questa deriva ha iniziato a diffondersi in Italia, ne sono state costruite più di 2500. Solo in legno fino agli anni 80. Anche in vetroresina da allora in poi quando le derive in plastica, più pratiche e con manutenzione meno costosa, vengono preferite e quelle di legno rischiano di scomparire. Il segreto del Dinghy 12’, e del fatto che tuttora sia tra le derive che mettono insieme le flotte più numerose alle regate, è che grazie a un oculato regolamento di costruzione, sono garantite prestazioni equivalenti, indipendentemente dal materiale con cui sono realizzate. Un fattore che mette al centro l’abilità del timoniere quindi, il quale, grazie alle caratteristiche della barca, può portarla anche se in là con l’età. Una particolarità che coniugata con le molte regolazioni di cui è dotata, richiama campioni affermati, persino vincitori di mondiali e medaglie olimpioniche come Dodo Gorla, Campione Italiano Dinghy 12’ nel 2013, che a dispetto dell’anagrafe possono continuare a regatare e a divertirsi con un mezzo molto tecnico.

Nel 1969 viene fondata l’Associazione Italiana Classe Dinghy 12’, e da allora l’incremento degli armatori e dei regatanti è stato continuo. Nessuna classe ha avuto un numero maggiore di campionati italiani disputati (nel 2022 l’87°, considerato anche quello corso nel 1980 senza assegnazione del titolo per numero di prove insufficienti), e sono pochissime quelle che possono vantare una partecipazione tanto ampia alle regate, con una ranking list nazionale di quasi 250 timonieri attivi.

Ogni anno oltre 200 timonieri partecipano alle regate nazionali, zonali e locali – da Lugano a Palermo – sui loro scafi in legno e vetroresina. Per gli amanti della tradizione l’Associazione organizza anche una “Sezione Classici” che riunisce gli armatori dei “legni”.

Inoltre  tanta è  la passione che suscita, che in occasione del centenario del 2013 Poste Italiane gli ha dedicato un francobollo commemorativo e che Pierino, numero velico I-1 , il primo Dinghy 12’ italiano, oggi è esposto al Galata Museo del Mare di Genova, mentre il Dinghy 12’ Argo, numero velico I-1000, del grande Segretario della Classe Francesco Bariffi che seppe traghettare il Dinghy 12’ negli anni 80 nell’era della vetroresina, in un momento critico in cui rischiava l’estinzione, è esposto nel Museo della Barca Lariana sul Lago di Como a Pianello del Lario, accanto al Cantiere Lillia, costruttore  dei Dinghy 12’ dei timonieri degli ultimi tre Campionati Italiani. Italiani.

L’AICD-Associazione Italiana Classe Dinghy 12’, riconosciuta dalla Federazione Italiana Vela, conta oggi circa 300 soci. Segretario dal 2011, al suo 6° mandato, Francesca Lodigiani che si alterna tra Roma e la Liguria. (CS)

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