Via Duomo in Città vecchia (foto Massimo Todaro)
Via Duomo in Città vecchia (foto Massimo Todaro)

Un documento articolato sulla valorizzazione e salvaguardia della Città Vecchia di Taranto riaccende il confronto sul futuro dell’Isola, mettendo al centro la tutela del patrimonio storico e la coerenza con gli strumenti di pianificazione vigenti.

Il testo esprime preoccupazione per recenti atti amministrativi che segnerebbero un cambio di impostazione rispetto al Piano di Risanamento e Restauro Conservativo redatto dall’architetto Franco Blandino, considerato un riferimento storico per la pianificazione del centro storico. Secondo l’analisi proposta, l’attuale indirizzo punterebbe su una rigenerazione urbana capace di integrare nuove funzioni, superando la logica esclusivamente conservativa, ma con il rischio di subordinare la tutela a dinamiche di mercato.

Uno dei punti più critici riguarda l’ipotesi di realizzare parcheggi nelle aree derivate da crolli o demolizioni all’interno della Città Vecchia. Tale soluzione viene ritenuta in contrasto con i principi consolidati di conservazione del tessuto storico, con la Carta di Venezia del 1964 e con le linee guida ICOMOS e UNESCO, oltre che con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile del Comune di Taranto.

Nel documento si evidenzia come l’inserimento di parcheggi nel cuore del centro storico possa compromettere la continuità morfologica dell’impianto urbano, alterare la percezione del paesaggio storico e incentivare traffico veicolare in un’area fragile, vanificando le politiche di pedonalizzazione e mobilità sostenibile. Viene inoltre sottolineato il rischio di gentrificazione, di perdita della funzione residenziale e di riduzione della qualità dello spazio pubblico.

Sul piano ambientale e della sicurezza, si richiamano criticità legate alla fragilità strutturale dell’Isola, alla presenza di cavità e ipogei e al rischio idrogeologico, evidenziando come l’utilizzo delle aree di crollo per la sosta veicolare possa sottrarre risorse al consolidamento strutturale e al recupero edilizio.

In alternativa, il documento propone un modello di “sosta reversibile”, fondato su principi di sostenibilità, tutela e integrazione paesaggistica. Tra le ipotesi illustrate vi sono parcheggi interrati a basso impatto visivo o soluzioni collocate ai margini dell’Isola, come nell’area di Porta Napoli o lungo il waterfront tra via Garibaldi e il Mar Piccolo, eventualmente integrati da sistemi di navette ecologiche, percorsi pedonali e ciclabili.

L’obiettivo indicato è costruire una visione strategica capace di coniugare salvaguardia del patrimonio monumentale e archeologico con le esigenze contemporanee di mobilità e qualità della vita, evitando interventi percepiti come emergenziali o frammentari.

In conclusione, il Piano di Risanamento del Centro Storico di Taranto viene richiamato come documento ancora attuale, da aggiornare ma non archiviare, quale bussola imprescindibile per ogni processo di rigenerazione urbana della Città Vecchia, nella prospettiva di una tutela integrata che metta al centro identità, coesione sociale e sviluppo sostenibile.