Salvatore Mattia (foto Todaro/AntennaSud)
Salvatore Mattia (foto Todaro/AntennaSud)

Una riflessione critica sul sistema lavoro in Italia arriva in occasione della Festa dei lavoratori da Salvatore Mattia, rappresentante di Socialismo XXI Puglia, il quale, attraverso una nota, richiama l’attenzione su sicurezza, occupazione giovanile e cultura del lavoro.

Secondo Mattia, “i dati INAIL, con quasi 600mila denunce di infortunio nel 2025 e un aumento dell’1,4%, dimostrano come il lavoro in Italia resti troppo spesso precario e, in molti casi, pericoloso. Da qui la necessità di un cambio di paradigma nelle politiche pubbliche”.

“Sul fronte della sicurezza, la proposta è quella di passare da un approccio repressivo a uno preventivo e tecnologico - spiega Mattia -. Tra le misure da adottare, il rafforzamento della patente a crediti per le imprese, investimenti in dispositivi di protezione “intelligenti” e l’introduzione dell’obbligo di monitoraggio dei cosiddetti “near miss”, gli incidenti sfiorati, per prevenire eventi più gravi”.

Per quanto riguarda l’occupazione giovanile, Mattia invita a “superare la logica dei bonus temporanei, puntando su riforme strutturali. Centrale il rilancio delle politiche attive attraverso il Programma GOL, con un rafforzamento dei centri per l’impiego e percorsi di riqualificazione verso i settori tecnologici e green. Da prendere in considerazione anche la decontribuzione totale per le assunzioni di under 35, vincolata però a contratti stabili, e incentivi alla staffetta generazionale per favorire il passaggio di competenze tra lavoratori”.

Non meno importante, secondo il rappresentante di Socialismo XXI Puglia, è l’aspetto culturale. ”La sicurezza non è un costo, ma un valore. Bisogna introdurre il tema della prevenzione nei programmi scolastici, oltre a una semplificazione burocratica per le piccole e medie imprese, senza ridurre le tutele”.

In conclusione, Mattia lancia un appello alle istituzioni: ”Serve passare da una logica di emergenza a una di investimento. Ogni euro speso in sicurezza e formazione è un risparmio in termini sociali e sanitari. Senza una reale sinergia tra Stato, imprese e sindacati, il Primo Maggio rischia di restare una ricorrenza simbolica, lontana dalla realtà quotidiana dei lavoratori”.