Ex Ilva: Maiorino, ‘Si prende ancora tempo su vita e salute dei tarantini’

Politica
01.06.2022 12:46

“Fondamentalmente l’impianto è più o meno quello”, ha detto qualche giorno fa il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, sul contratto, parlando di "modifiche solo per le parti dove si è reso necessario intervenire per le nuove circostanze“. 

È di ieri, invece, la notizia che sia stato prorogato il contratto di fitto in favore di Acciaierie d'Italia - di cui Arcelor Mittal detiene il 62% e lo Stato, attraverso Invitalia, il 38% per altri due anni, poiché nell'agosto 2023 scadranno le prescrizioni AIA che, come si evince dalle parole dello stesso Giorgetti, sono rimaste pressoché inevase.

Come ci hanno abituati le istituzioni a tutti i livelli - dall'ultimo dei Consiglieri Comunali in forza ai partiti nazionali (primo fra tutti il PD) ai vari Presidenti del Consiglio che si sono succeduti nell'ultimo decennio - si prende ancora tempo sulla vita e sulla salute dei tarantini.

Mentre Melucci e Musillo, nell'assoluto silenzio degli ex ambientalisti confluiti in una o nell'altra coalizione, vaneggiano di decarbonizzazione e transizione energetica, nei fatti si sposta al maggio del 2024 l'ingresso dello Stato come socio di maggioranza (al 60%) nella gestione di Acciaierie d'Italia.

Come se i 10 anni trascorsi tra sentenze, decreti e proroghe non avessero insegnato nulla, a Taranto c'è chi continua a dare fiducia a chi non ha mai smesso di speculare sui lavoratori che si riducono sempre di più, sulla nostra vita e, soprattutto, sulla vita dei nostri figli.

Non regge più nemmeno la scusa del ricatto occupazionale poiché, tra non molto tempo, i cassintegrati saranno in numero maggiore rispetto a chi in quella fabbrica di morte continua a lavorare.

Avevo pensato di non esprimermi ulteriormente sulla questione Ilva, considerato che la mia posizione, sin da quando ero ancora un lavoratore dell'area freddo dell'Ilva, è stata chiara e netta, tanto da essere addirittura estromesso dalle graduatorie stilate da Arcelor Mittal. Non ho mai fatto ricorso contro questo abuso perché avrei potuto solo ottenere il reintegro in fabbrica e non intendevo tornare in quell'ambiente malsano in cui ho trascorso quasi vent'anni della mia vita.

Non rimpiango nemmeno per un attimo le battaglie fatte in favore della vita, però non posso trattenere la delusione nei confronti di chi, per un posto in consiglio comunale, ha accettato l'abbraccio mortale di chi è da sempre nemico della città. (Maiorino Mirko, Candidato al Consiglio comunale di Taranto con Una città per cambiare - Taranto)

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