CRONACA

Anp Puglia: ‘Su scuola e Covid, Umbria batte Puglia uno a zero’

Comunicato stampa
14.11.2020 16:58


Su scuola e COVID, Umbria batte Puglia uno a zero
Siamo costretti a tornare nuovamente sul disorientamento delle famiglie e dei dirigenti scolastici e sulla disuniformità del servizio di istruzione nelle scuole elementari e medie qui in Puglia, stimolati dall’Ordinanza n. 71 della Regione Umbria emanata ieri e diffusa in serata. La Presidente dell’Umbria dispone, per quanto riguarda il servizio scolastico sul suo territorio, che dal 15 al 22 novembre le attività scolastiche e didattiche delle scuole secondarie di primo e secondo grado statali e paritarie (di tutte le scuole, quindi) si svolgano esclusivamente con modalità a distanza salvo, come previsto dalle norme statali (DCPM 3 novembre 2020) le attività laboratoriali e quelle tese all’inclusione dei disabili e degli alunni con bisogni educativi speciali. Il tutto senza scaricare su scuole e famiglie la responsabilità di “cosa fare” che, in materia sanitaria, appartiene unicamente a chi ha funzioni di governo (nota bene: i dirigenti scolastici ancora non ricoprono tale funzione). Le motivazioni e le valutazioni del rischio pandemico nelle scuole addotte dalla Presidente dell’Umbria a sostegno della sua decisione, sono praticamente identiche a quelle recentemente ribadite su Facebook dal Presidente EmilianoPeccato che le conclusioni siano molto diverse. In Umbria, l’organo di governo regionale si assume le sue responsabilità e dispone per tutte le famiglie e tutte le scuole; in Puglia tale responsabilità viene scaricata su famiglie e dirigenti scolastici. Generando la più volte lamentata situazione di disorientamento e disuniformità del servizio. Al Presidente Emiliano chiediamo: se la situazione della nostra regione (“arancione” come l’Umbria) è effettivamente così grave, vada in pellegrinaggio ad Assisi (forse sarà anche utile contro il COVID, sul piano spirituale) e trasferisca in Puglia l’equivalente dell’ordinanza umbra, ritirando la sua n. 413In mancanza, ci permettiamo di rilevare che, se non lo facesse il “governatore”, il potere di fare come in Umbria ce l’avrebbero i sindaci sui loro territoriin quanto ufficiali di governo dotati di poteri esclusivi in materia di rischio sanitario (cosa che non sono, è bene ripeterlo, i dirigenti scolastici). Un tale intervento da parte dei primi cittadini sarebbe inoltre più consono all’obiettivo di “chiudere” solo laddove sia necessario, rimanendo possibile l’esercizio dell’attività didattica nei comuni e nelle zone a più basso rischio: perché la Puglia sarà, sì, “arancione” nel suo complesso o “nera” come ce la dipinge Emiliano, ma forse molti comuni, specialmente nella provincia profonda, sono ancora “verdi”. O no. E allora, perché “chiudere” indiscriminatamente? Ricordiamo, a tal proposito, tutte le analisi che concordemente, da marzo ad oggi, hanno riferito sui danni pedagogici della didattica a distanza su bambini e dei disabili. Attendiamo fiduciosi... (Roberto Romito - Presidente Regionale ANP Puglia)

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