TARANTO

Editoriale: Il Taranto e la sindrome dell’accerchiamento

Dante Sebastio
06.11.2020 11:21


"La società smentisce categoricamente la notizia resa pubblica dal solito organo di stampa. La testata che si è sempre mostrata ostile ed ha sempre cercato di mettere in cattiva luce l’operato di questa Società ha per l’ennesima volta pubblicato una inesattezza. Nella giornata di ieri, il Presidente Giove si è riunito con il Ds Montevino e con Vittorio Galigani. In tale riunione ha dato mandato al Ds di operare sul mercato in entrata e reperire un attaccante nell’attesa del pronto recupero di Corvino ed Alfageme". Chissà perché, ma la smentita sull'interessamento al club di un gruppo bresciano ce l'aspettavamo. Non sappiamo a quale inesattezza si riferisca la società, troppo generico il comunicato, ma la verità è che Massimo Giove non vuole cedere e i motivi sono oscuri. Non sappiamo cosa spinga un presidente che colleziona solo brutte figure a procedere imperterrito per la sua strada, a dispetto di una piazza che, ormai stanca e sfiduciata, aspetta solo un cambio di proprietà. Tranquilli, non facciamo populismo alla Salvini: Blunote è una testata giornalistica, non è a caccia di consensi come un qualsiasi partito politico. Con questo comunicato il Taranto smentisce quei "cattivoni" di Blunote che mettono in cattiva luce una società che vuol passare per vittima del sistema. Ripetiamo, pur non sapendo cosa si smentisca e quali siano le inesattezze pubblicate da Blunote, vogliamo fare parlare i fatti. È colpa di Blunote se dal suo insediamento a oggi, Massimo Giove ha seminato solo odio? In questo momento, nella blacklist della società ci sono due/tre organi di informazione, ma in passato, più o meno tutti hanno subito le invettive del primo tifoso rossoblu. È colpa di Blunote se questa società, gestita da sempre in modo poco professionale, fallisce miseramente sul campo ogni stagione? Mostrando spesso incompetenza e scarsa coerenza. È colpa di Blunote se Massimo Giove ha riesumato un dirigente, Vittorio Galigani, fuori dal giro da quasi venti anni e per giunta antipatico a una buona parte della piazza? Dimenticando di colpo i vari Zio Fester e Gabibbo. Come si dice: se non puoi battere il nemico, fattelo amico. È colpa di Blunote se Francesco Montervino ha allestito una squadra monca perché decisamente carente in attacco? E lo sosteniamo da mesi. Ecco, alla luce di tutto questo, ma avremmo tanto altro da scrivere, l'attuale dirigenza davvero vuol far credere che le colpe di questo sfacelo siano da attribuire esclusivamente a Blunote o alla stampa in generale? Il comunicato del Taranto fa capire due cose: Giove non vuole vendere e quando si avvicina qualcuno tende subito a smentire perché non ha nessuna intenzione di privarsi del suo giocattolino. È successo con Tilia, Canonico, De Picciotto. Ora, fermo restando che andare avanti è affar suo, quale futuro dobbiamo aspettarci? Questa società ha le potenzialità economiche per garantire un prosieguo diverso o dobbiamo continuare a vivacchiare in Serie D? Una cosa è certa, anche grazie a Massimo Giove e Vittorio Galigani, ormai sdoganato e fiero del suo ruolo di consulente, questa società non ha più appeal. Più che con i comunicati stampa, vorremmo essere smentiti sul campo, dai risultati: ne saremmo felici e contenti. Chiudiamo con la frase di un attaccante corteggiato più volte dal Taranto, anche la scorsa estate, che per delicatezza lasciamo nell'anonimato: "Di Taranto, ormai, è rimasto solo il nome...". 

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