Gioia Granito, il cancro ‘triplo negativo’ e quel farmaco negato

Una tarantina di 59 anni, trapiantata a Roma, non ha più tempo di aspettare e sta per perdere l’ultima speranza

CRONACA
09.02.2022 21:45

Condannata.
Condannata in silenzio. Perché chi ha una malattia come la mia non ha la forza di alzare la testa e protestare. La famiglia è troppo stordita. E anche questa e-mail costa un'enorme fatica. Forse su questo contano le case farmaceutiche: sul silenzio.
Si fa presto a dire cancro alla mammella, la più grande percentuale è curabile. Esistono diversi sottotipi di cancro. Il mio è il più feroce tra i feroci, è ineluttabile. Non offre, per capirci, alcun "aggancio" o "recettore" biochimico ai quali una chemioterapia mirata possa attaccarsi. Si chiama TRIPLO NEGATIVO, è il cancro che dice tre volte NO. NO, non ha le "maniglie ormonali", ovvero i recettori degli estrogeni, i recettori del progesterone e l'espressione di HER-2 aumentata cui attaccarsi, di nessun tipo, NO, non ha nessuno dei tre bersagli molecolari contro i quali esistono trattamenti mirati si riscontrano sulle sue cellule. Il mio non è neanche un Her-2 mutato. Magari lo fosse stato! L'hanno sottoposto all'esame del suo acido nucleico, il DNA, per vedere se magari avesse avuto un dubbio sulla sua identità e ci offrisse qualcosa, una piccola asperità ormonale, forse... macché! Il mostro è ben conscio della sua identità, serva del caos e dell'entropia. Conosce il suo nome da perfido Nano Tremotino. Sta sul mio sterno, soffoca il mio cuore, fa male, male! E' tra i più dolorosi cancri ossei e cresce, cresce disordinatamente, come un masso nel torace, come Alien!
Vorrei strapparmelo dal petto! E ha formato metastasi, nel fegato, nei polmoni! Devo sottopormi a una TAC ogni tre mesi e dicono tutte la stessa cosa: progredisce!
Dopo quattro anni di chemio, inutili e dolorosissime, che hanno provocato in me effetti collaterali compresi tra la febbre e il vomito, l'astenia e l'edema, nulla poteva aiutare. Avevo sperimentato ogni possibile declinazione della sofferenza: guardare sorridendo negli occhi delle mie figlie è la peggiore. Ero al capolinea, ma penso che la morte sia fisiologica quando precede quella dei figli. Nel mio caso è un po' presto, ho soltanto 59 anni, tanto da fare, e una bella famiglia unita. Ma sono serena. La morte ci fa restituire parte dell'energia che abbiamo sottratto alla Terra. Tuttavia la vita è bella e benedetta dall'Universo e va protetta, così, ho sempre lottato per difenderla. 
Poi, all'improvviso, il colpo di scena! C'è qualcosa di nuovo, un nuovo farmaco che sembra possa funzionare! Abbiamo aspettato, abbiamo stretto i denti abbastanza! Le nostre speranze sono state premiate: è arrivato! Come l'astronave che dopo quattro anni passa veloce a salvare l'astronauta di The Martian, che mai si era dato per vinto, ecco il SACITUZUMAB, la nuova "navicella" monoclonale che mi offrirà una speranza! La mia oncologa, la dottoressa Paris, dirigente di oncologia medica del Policlinico Gemelli, finalmente ha gli occhi che brillano: sacituzumab govitecan è la nuova frontiera dell'immuno oncologia! Mi offrirà del tempo, per vivere, per sperare, per il valore di ogni singolo giorno! Lo produce una casa farmaceutica internazionale, la GILEAD SCIENCES, nel novembre scorso ha ricevuto l'OK della Commissione Europea ed è disponibile per quelle pazienti italiane che siano idonee e vogliano provarlo. Ci mettiamo in lista: io possiedo i requisiti, con me ha fallito ogni terapia! Ho un Triplo Negativo metastatico molto aggressivo, sono idonea. Aspetto. Sono pronta a fare Iron Man e ad afferrare la mano che mi viene tesa nel buio, tra le stelle. 
Ma il 31 gennaio scorso, dall'Azienda farmaceutica, giunge agli oncologi una e-mail, il cui succo è: 
- NON ABBIAMO PIù SCORTE, LA DOMANDA HA SUPERATO L'OFFERTA. 
- Ma come? E tutte quelle mani tese nel buio? E tutte le pazienti mute ad aspettare? 
- PAZIENZA.
- Pazienza??? 
Qui non stiamo parlando di una partita mancata di Pesce Spada! Qui si parla di vite umane! E non c'è niente di etico, o di accettabile in questo! E non ci sto a morire per questo!
L'unica speranza è dirlo: farlo sapere di questo scandalo a chi può intervenire a smuovere la produzione e rendere il farmaco salvavita disponibile anche per noi.
Grazie per l'attenzione.
Gioia Granito
LA TAVOLA è DI Luca Frasca

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