CRONACA

Tumore raro a 10 anni: a Taranto gara solidarietà per trapianto

24.06.2020 18:38

L'appello è stato colto e rilanciato dall'intero quartiere per diffondersi in tutta la città. Hanno risposto singoli cittadini, decine di commercianti e tante associazioni. Tra queste Tamburi combattenti, che per una settimana allestisce un banchetto in piazza Masaccio, nel cuore del rione all'ombra dell'acciaieria ex Ilva, dove Vincenzo a dieci anni vive con la sua famiglia. Lo scorso dicembre, come ha raccontato in un lungo post social suo padre Francesco condiviso poi da un amico, gli è stato diagnosticato un linfoma alle ossa. Per questo necessita di cure e sarà sottoposto a un'operazione al Bambin Gesù di Roma, dove "dovrà affrontare un trattamento di immunoterapia e dopodiché dovrà fare il trapianto del midollo". La famiglia si sostiene solo grazie alla pensione di invalidità di papà Francesco, che in passato è stato sottoposto a sette interventi per un'altra malattia difficile da affrontare. "Vincenzo è ora ricoverato al Policlinico di Bari per dei cicli di chemioterapia e presto conosceremo la data del trasferimento a Roma, che sarà per un paio di mesi e porta a delle spese che io, economicamente, purtroppo, non riesco a sostenere". La richiesta di aiuto ha scatenato una gara di solidarietà che merita di essere raccontata. Bar, pizzerie, circoli operai, gelaterie, panifici, studi di grafica, a decine in tutta la città si sono impegnati nella raccolta fondi, col salvadanaio che riporta la foto di Vincenzo e il papà Francesco sorridenti e fiduciosi, realizzato, stampato e diffuso gratuitamente. C'è chi poi si è impegnato a mettere in contatto la famiglia con organizzazioni in grado di offrire un alloggio a Roma. "Nel rione Tamburi  - scrive il gruppo Tamburi combattenti- e, più in generale a Taranto, conosciamo sin troppo bene quell'amaro che blocca la gola per il senso di ingiustizia e di impotenza di fronte ad una malattia prematura. Conosciamo anche tutte le difficoltà annesse, come doversi trasferire per un periodo a volte indefinibile in una città sconosciuta, lontano dai propri punti di riferimento, per poter garantire ad un proprio caro delle cure dignitose Ringraziamo chiunque abbia contribuito già oggi in diversi modi: c'è chi ha donato salvadanai, chi ha realizzato stampe adesive, chi ha voluto nella propria attività un contenitore come quelli in foto, diventati in pochissime ore simbolo di solidarietà tra gente comune". "Sarò debitore verso tutti per tutta la vita" aggiunge papà Francesco, emozionato per quanto sta avvenendo. (Di Gino Martina - repubblica.it)

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