Addio a Zelico Petrovic: portiere che segnò la storia del Taranto
Zelico Petrovic, portiere del Taranto tra il 1977 e il 1980 e autore del record di 846 minuti, è scomparso a 77 anni.

Il calcio italiano e la città di Taranto salutano con profonda commozione Zelico Petrovic, scomparso il 9 gennaio all’età di 77 anni. Nato a Pola nel 1948, portò nel suo percorso sportivo un carattere forgiato dalla storia personale e dal contesto complesso della sua terra d’origine. Ma è a Taranto, tra il 1977 e il 1980, che il portiere croato naturalizzato italiano ha scritto alcune delle pagine più luminose della sua carriera.
Arrivato in rossoblù dopo le esperienze con Novara e Catania, Petrovic trovò nel pubblico tarantino un legame immediato. Chioma folta e baffi inconfondibili, coraggio nelle uscite e una personalità imponente lo resero in breve tempo un beniamino degli spalti. In tre stagioni collezionò 83 presenze, contribuendo a un ciclo ricordato ancora oggi come uno dei più intensi e ambiziosi nella storia del club.
La stagione 1977–78 rimane il suo capolavoro. In quell’annata, il Taranto sfiorò un sogno chiamato Serie A, trascinato da un gruppo di giocatori che sarebbe diventato leggendario. Petrovic fu uno dei pilastri di quella squadra: il 20 novembre 1977 era tra i pali nel derby vinto sul Bari, un match che rappresentò il picco emotivo di una stagione poi segnata dalla tragica morte di Erasmo Iacovone, evento che cancellò le speranze di una città intera.
Proprio in quel campionato, il portiere stabilì un primato destinato a entrare nella memoria collettiva: 846 minuti senza subire gol, nove partite complete in cui nessun avversario superò il suo sguardo e la sua determinazione. Un record storico per Taranto, rimasto imbattuto per decenni e tuttora citato come esempio di solidità tecnica e mentale.
Dopo l’avventura ionica, Petrovic vestì le maglie di Rimini, Vicenza e Jesi, prima di chiudere la carriera con la Società Sportiva Cosmos di San Marino. Lontano dai riflettori, mantenne uno stile sobrio e coerente con la sua idea di calcio: passione, dedizione e rispetto. In seguito, rientrò nel suo paese d’origine, dove contribuì alla crescita dei portieri nelle selezioni giovanili croate.
Il suo nome resterà inciso nella storia rossoblù. Petrovic è stato un portiere d’altri tempi, interprete di un calcio romantico e battagliero, capace di lasciare un segno indelebile nelle tifoserie che l’hanno applaudito. A Taranto, il ricordo di quegli anni rimane vivo: un’epoca fatta di sogni, sacrifici e identità, alla quale Petrovic ha legato per sempre il suo nome.