Il ciclismo ha una nuova stella: Tadej Pogacar può essere un’icona mondiale?

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14.07.2021 22:34

Classe 1998, nato a Komenda in Slovenia, Tadej Pocagar è il giovanissimo campione che sta conquistando podi e titoli nel ciclismo europeo ed internazionale.

Il suo debutto risale al 2015 a 17 anni nella categoria Juniores e nel 2016 inizia a raggiungere le prime vittorie importanti, tappe e medaglie. Nel 2017 passa alla categoria Under-23 dove gareggerà per due anni, raggiungendo importanti risultati, tanto da venir “bloccato” già ad agosto 2018 con un contratto biennale che sarebbe partito dal 1° gennaio 2019 dal forte Team degli Emirates, la UAE.

Volta ao Algarve, il Tour of California e il titolo nazionale Elite a cronometro. Arriva terzo alla Vuelta di Spagna, primo grande giro cui partecipa e in cui vince delle tappe. Nel 2020 altre vittorie e piazzamenti e, soprattutto, vince il Tour de France alla sua prima partecipazione come capitando del team UAE. Anche quest’anno, a pochi giorni dalla conclusione del giro, i 5 minuti e qualche manciata di secondi che possiede di vantaggio rispetto al secondo in classifica generale, Rigoberto Uran del team EFN, lasciano presagire che sarà ancora una volta campione del Tour de France e c’è già chi dice potrebbe “riposarsi” ora senza sprecare energie che gli saranno utili per Olimpiadi e Vuelta.

I successi inanellati da questo campione sono già numerosi e possono crescere ancora. Il ciclismo è uno sport di fatica, impegno, dedizione, passione, rigore e a 6 anni dal suo debutto si può bene affermare che tutti questi ingredienti sono stati presenti nella vita sportiva di questo ragazzo. Pogacar si sta manifestando un corridore completo, preferisce le tappe in montagna, ma è fortissimo anche nelle cronometro e sta davvero cannibalizzando il Tour. Lo sloveno ha vinto senza una squadra forte alle spalle, è un leader atipico e un campione già affermato.

Questo strapotere sta scatenando qualche attacco da più parti, viene messa in dubbio la sua integrità ma per lui parlano i numerosi test cui si è sottoposto (ben 5 tra l’inizio del Tour e la nona tappa) tutti negativi, o chi dice che ha “solamente” approfittato della disfatta di un altro campione sloveno, Primoz Roglic, come se la disfatta di un corridore potesse significare il successo di un solo altro. Ma si sa, in tutti i campi, sportivi e non, le malelingue fanno fatica a trovare un freno e c’è sempre qualcuno pronto a criticare altri per i loro successi. Finora Pogacar ha dimostrato tempra e carisma, oltre che bravura e grande preparazione. Che sia la sua performance sportiva a parlare per lui.

Ci ha visto giusto il l’UAE Team Emirates a puntare su di lui, tra le scommesse sportive anche quella di individuare i campioni in erba ed aiutarli a crescere è sicuramente avvincente.

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