CRONACA

Editoria: La scrittrice tarantina Marcella Nardi tra gialli-thriller e Medioevo...

Alessio Petralla
05.10.2017 12:55

Un terzo posto in un concorso per storie brevi e un primo posto assoluto nel 2014, per la scrittrice nata a Castelfranco Veneto ma vissuta a Taranto, Marcella Nardi che girando il mondo, da Milano a Seattle (sua attuale residenza), passando per Roma, ha deliziato, con i suoi quattro libri, il palato degli appassionati di romanzi giallo-thriller. “A prova di serial Killer”, “Amori e Vecchi rancori”, “Via San Vitale 1” e l’ultimo uscito “L’apparenza inganna” citano le indagini della detective Marcella Randi che sarà alle prese con veri e propri, intricati, casi da risolvere come la stessa scrittrice racconta, a Blunote, partendo dalla situazione dell’editoria americana: “Negli Stati Uniti, per quello che noto, sia da scrittrice che da lettrice, esiste, oltre alla diminuzione del cartaceo, un forte trend per gli audio book. I problemi, per gli scrittori emergenti americani sono analoghi a quelli italiani: per loro è difficile trovare una casa editrice”.

-Parlaci della tua passione per i gialli. Com’è nata?

“Avevo meno di sei anni quando iniziai a leggere due libri, pubblicati nel 1968 e 1969, di Alfred Hitchcock: non andavo neanche a scuola e mi appassionai di ventisei suoi racconti del brivido: me ne innamorai completamente. Amo i complotti, i gialli così come le tematiche storiche che mi permettono di studiare e inventare storie spesso basate su personaggi veri, in cui sfrutto le loro zone d’ombra, inventando situazioni non vere: una scrittrice può permetterselo…”.

-Un bilancio sulle vendite…

“Scrivo fondamentalmente in italiano e quindi il mio mercato, principalmente, è in Italia anche se sono seguita negli Stati Uniti, in cui ci sono molti miei connazionali, e in Germania. Da circa quattro mesi, su Amazon, tra i best seller (gialli-thriller) sono presenti i miei libri così come, anche, nella categoria “ultime novità più vendute”. Ho aderito a far leggere le pagine dei miei gialli, gratuitamente, nelle biblioteche: certi giorni mi rendo conto che ne vengono lette tra le quattromila e le cinquemila. Non posso lamentarmi…”.

-Oltre i romanzi gialli, la passione per il Medioevo, periodo storico per cui hai scritto un libro “Medioevo in giallo”. Da cosa scaturisce “l’amore” per questa fase storica?

“Sono una patita del Medioevo: questo, è una fucina che prepara al Rinascimento italiano. Lo ritengo un falso periodo buio che mi ha sempre attratto. Entrano in gioco popoli del mondo arabo e i longobardi grazie ai quali si conserva, oltre ai monasteri, tutta la cultura che sarebbe andata persa senza di loro. Amo l’architettura storica, quella Gotica e Romanica”.

-Accennaci le tematiche dei tuoi gialli. Mettiamo curiosità ai lettori…

“Ho scritto quattro polizieschi in cui nei primi due la detective non è ancora tale, ma è una studentessa. Riflette ciò che avrei voluto fare io da piccola: lasciare informatica per iniziare la scuola di polizia, ma decisi di completare gli studi. Si svolgono a Bologna e la ragazza aiuta il papà che è commissario di polizia. Il terzo racconto, poi, è semi-lungo, mentre il quarto è un vero e proprio romanzo di circa 320 pagine con la detective, Marcella Randi, che è diventata commissario della squadra mobile di Milano. L’ultimo romanzo (L’apparenza inganna) tratta di omicidi di aspetto sadomaso: non saranno tali, perché questi verranno compiuti da veri e propri assassini e non con giochi finiti male. Non vi accenno più nulla…”.

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