Adolfo Urso
Adolfo Urso

Il gruppo Jindal ha presentato una manifestazione di interesse per l’intero complesso siderurgico dell’Ilva. Lo ha annunciato Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, durante l’informativa al Senato sulla situazione dello stabilimento. Secondo quanto riferito dal ministro, la proposta è arrivata nella serata di mercoledì 11 marzo e prevede un piano industriale definito ambizioso, con l’obiettivo di garantire il processo di piena decarbonizzazione degli impianti.

Con Jindal si apre una nuova fase del negoziato

Secondo Adolfo Urso, l’ingresso di Jindal nella procedura apre una nuova fase del negoziato che potrebbe portare entro la fine di aprile all’individuazione di un soggetto in grado di assumere la guida del gruppo. “In quel periodo - ha spiegato il ministro -, l’impianto dovrebbe essere in grado di produrre circa quattro milioni di tonnellate di acciaio, livello considerato necessario per garantire la competitività del sito e avviare il processo di decarbonizzazione”.

I commissari straordinari valuteranno questa manifestazione di interesse insieme a quella già presentata dal gruppo Flacks. Adolfo Urso ha precisato che “la procedura di gara, a differenza di quella adottata in passato con Mittal, consente un miglioramento comparativo delle offerte per garantire al meglio l’interesse nazionale. I commissari attendono ulteriori chiarimenti da parte dell’altro offerente, Flacks, con cui è in corso da gennaio un negoziato diretto”.

Requisiti imprescindibili per negoziare

Nel decreto che affida ai commissari il mandato di negoziare sono stati indicati tre requisiti considerati imprescindibili. Il primo riguarda la disponibilità a cedere alcune aree a Taranto e a Genova non più utilizzate per la produzione siderurgica, con l’obiettivo di avviare progetti di reindustrializzazione. Il secondo prevede la presenza nella compagine azionaria di uno o più soggetti industriali del settore siderurgico per rafforzare il know how dell’acquirente. Il terzo riguarda la sostenibilità finanziaria dell’operazione nel tempo.

Il Governo può ricorrere al Golden Power

Nel corso dell’informativa, Adolfo Urso ha ribadito anche la possibilità di ricorrere allo strumento del Golden Power per garantire ogni aspetto del processo industriale e del percorso di decarbonizzazione ambientale. “In questa fase difficile e decisiva, il Governo sta concentrando i propri sforzi sulla sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, sulla tutela dell’ambiente e sulla piena funzionalità degli impianti”, ha aggiunto Urso.

Il ricordo di Loris e Claudio

Il ministro ha voluto ricordare Loris Costantino e Claudio Salamida, deceduti a causa degli incidenti sul lavoro avvenuti nello stabilimento siderurgico di Taranto durante interventi di manutenzione. “Il dolore per il loro sacrificio è un monito per tutti affinché la sicurezza sia posta al primo posto”, ha dichiarato Adolfo Urso.

Migliorare condizioni di sicurezza

Il ministro ha inoltre spiegato che i commissari stanno incontrando il Ministero del Lavoro e le organizzazioni sindacali per illustrare quanto fatto finora e le azioni immediate da intraprendere per rafforzare il livello di sicurezza nello stabilimento. L’obiettivo è definire un piano condiviso con il sindacato per migliorare le condizioni di sicurezza del lavoro all’interno dell’impianto siderurgico.

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Cos’è il Golden Power: i poteri speciali del Governo

Il Golden Power è l’insieme dei poteri speciali attribuiti al Governo italiano per tutelare gli asset strategici nazionali. Si tratta di uno strumento introdotto nel 2012 con l’obiettivo di consentire allo Stato di intervenire in operazioni societarie considerate rilevanti per la sicurezza e l’interesse nazionale.

Questo meccanismo consente alle istituzioni di esercitare un controllo su acquisizioni o decisioni aziendali che coinvolgono settori ritenuti strategici per il Paese.

Tra i comparti interessati rientrano l’energia, i trasporti, le comunicazioni, la difesa, le infrastrutture digitali come il 5G, la sicurezza cibernetica, la sanità, oltre ai settori finanziario e assicurativo.

Il Golden Power attribuisce al Governo diversi strumenti di intervento. Tra questi vi è la possibilità di porre il veto su specifiche delibere societarie considerate rischiose per l’interesse nazionale. Lo Stato può inoltre opporsi all’acquisto di partecipazioni societarie o imporre prescrizioni e condizioni alle operazioni economiche.

La normativa è stata introdotta anche per sostituire il precedente sistema della cosiddetta “golden share”, che era stato ritenuto incompatibile con le norme dell’Unione europea.

La procedura prevede che le imprese coinvolte in operazioni considerate rilevanti notifichino preventivamente l’operazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che può quindi valutare se esercitare o meno i poteri previsti dalla normativa.

In alcuni casi lo strumento può essere applicato anche a operazioni interne tra soggetti nazionali, quando queste riguardano infrastrutture o attività considerate strategiche per il Paese.