Teatro: Filomena Marturano torna in scena a Taranto

Cultura, musica e spettacolo
22.02.2022 18:43

“Filumena Marturano”, insieme a “Natale  in  casa  Cupiello”  e  “Napoli milionaria”,  è  uno   dei   lavori   più   famosi   e  di   Eduardo   De Filippo.  Certamente  quello  che  più  di  ogni  altro  ha  raccolto  un  riconoscimento  e  un  respiro  internazionali,  visto  che  è  stato  rappresentato  praticamente  in  tutto  il mondo.  Eppure, il  personaggio  di  Filumena  Marturano  e  la  sua  storia  hanno  una  genesi che lascia sorpresi. Eduardo, infatti, scrisse questo lavoro  nel 1946 per avere un testo  pronto  con cui  sostituire  un  eventuale  insuccesso  di  “Questi  fantasmi”  (altra  riuscitissima  commedia  eduardiana);  e  poi  anche  perché  voleva  accontentare la  sorella  Titina,  la  quale  si  lamentava  sempre  con  il  fratello  drammaturgo  di  non scrivere  mai  una  commedia  la  cui  figura  centrale  di  protagonista  fosse  una  donna. Un lavoro, dunque,  che  sembra  nascere  quasi  come  opera  secondaria  e  che  invece,  una volta  messo  in  scena,  diventerà  un  caposaldo  del  teatro  eduardiano  e  non solo. Filumena infatti è l’apoteosi del sentimento   della maternità, che vince la miseria, supera  gli  egoismi umani, il diritto all’uguaglianza  dei tre figli.  

A mettere  in  scena  questo  classico  della  letteratura  teatrale  napoletana  sarà, in questo week end, la  Compagnia  instabile  Napoliscena,   con  la  regia di  Ascanio  Cimmino.  Nel  ruolo  dei  due  protagonisti  Bettina  Calcagno  (Filumena)  e  Francesco  D’Andria  (Domenico Soriano).  Attorno  a  loro  i  personaggi  dei  due  confidenti  Rosalia  (Margherita  Buono) e  Alfredo  (Ascanio  Cimmino),  i  tre  figli  Umberto  (Antonio  La  Gioia)  Michele  (Mimmo Macrì)  e  Riccardo  (Roberto  Lomartire),  l’amante/infermiera  (Monica  Gambardella), l’avvocato  Nocella  (Andrea  Mancini),  la  domestica  di  casa  Soriano   (Arianna Pignatelli).

Un gruppo affiatato ed equilibrato che si cimenta in questo lavoro  tanto  noto  e,  proprio  per  questo,  complesso  da interpretare  perché  inciso  nella  memoria  collettiva  di  chiunque  ami  il  teatro  e, in particolare, quello di Eduardo. Il testo, infine, si conserva fedele all’originale,  tranne  alcuni  “tagli  mirati”  che  permettono  alla  storia  si  proporsi con  un   ritmo   incalzante,   maggiormente   adeguato   alle   attese   di   un   pubblico contemporaneo.

Appuntamento al Teatro Tatà  (Via  Grazia  Deledda)  sabato  26  febbraio  alle  20.30  e  domenica  27  febbraio  alle  18.30 . Biglietti al botteghiono del teatro; prevendita al bar Fantasy (via Ciro  Giovinazzi,  22). Posto  numerato 10€. (CS)

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