Taranto: Celebrati i 7 anni del Presidio Arcigay

Cultura, musica e spettacolo
25.03.2021 12:10

Proseguono gli appuntamenti online quotidiani promossi da Hermes Academy, Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto e Coordinamento Taranto Pride. Nello specifico, tra il 18 e il 21 Marzo Luigi Pignatelli ha facilitato i seguenti workshop: Un anno, Aequilibrium, Happyness, Poesia. È possibile prendere visione dei report consultando il blog L’Eco di QueerTown. In occasione del settimo anniversario della fondazione del presidio Arcigay di Taranto, Lunedì 22 Marzo Luigi Pignatelli ha facilitato una serie di attività online, che hanno coinvolto ARTivistə di Hermes Academy (Comitato Arcigay di Taranto fino al Marzo 2017), Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto, Coordinamento Taranto Pride e nuovi volti. In apertura, la condivisione di nome, pronome e film preferito ha aiutato lə partecipanti a raccontare un po’ di sé. Ad esempio, a Gabri de Le fate ignoranti di Ferzan Özpetek, realizzato «ormai 20 anni fa, è sempre piaciuto l’aspetto di una comunità in cui le persone possono essere se stesse. Mi ha dato sicurezza e serenità. Una comunità che si deve formare al di fuori delle famiglie. Rivela la mia voglia di trovare una comunità in cui possa esprimere quello che provo ed essere quello che sono“. Lu ha, poi, chiesto ai/alle/a* partecipanti di individuare la propria ancora, quell’elemento a cui ci si aggrappa quando tutto sembra perduto, quell’elemento che ci riporta a galla, e di rappresentarla graficamente. In plenaria, tuttə hanno avuto modo di presentare i propri elaborati. «Ho avuto paura - ha confidato Gabri - del foglio bianco. I due piedi rappresentano l’idea del camminare, di continuare a fare dei passi in una direzione. Ho fatto il disegno di una persona, avvolta dal simbolo dell’infinito, dentro al quale ci sono asterischi che rappresentano altre persone. È importante in questa fase della mia vita avere altre persone accanto. Una grande risorsa sono le amicizie che ho creato in questi anni, spostandomi in giro per l’Italia.Una spirale avvolge tutto. Parte da un nodo. La bellezza dell’esistere è creare dei nodi con le persone; a volte sono più stretti, a volte più larghi. La spirale puoi percorrerla in un senso e nell’altro. In qualsiasi senso tu la percorra, incontri i nodi. C’è qualcosa, qualcuno che ti aspetta lungo quella strada. Movimento, relazioni, nodi che poi rimangono“. «Il mio arcobaleno - ha spiegato Nicola - è un paio di ali. Rappresenta momenti della mia vita in cui voglio correre. Ci sono solo io e nel vento sono senza pensieri. Che la vita sia meravigliosa! E che io possa essere nel vento senza pensieri! Non voglio solo immaginare quel vento. Voglio esserci in mezzo“. «Il fiore - ha detto Lu - è qualcosa che mi riconduce sempre alle origini e che mi fa stare nel qui ed ora“. Pignatelli ha, in seguito, proposto di realizzare dei poster in cui elencare le proprie risorse, talenti, temi su cui piace/piacerebbe lavorare, cose su cui si sta avorando sul piano personale per migliore nei propri campi di azione, passate esperienze solidali, inclusive e riguardanti i diritti umani. Essendosi, nel frattempo, allargato il cerchio di partecipanti, la condivisione degli elaborati è stata preceduta da un nuovo giro di presentazioni con nome, pronome e stagione preferita. È emerso che la maggior parte deə partecipanti si identificano nell’autunno, inteso come tempo di passaggio, che «ci insegna a rallentare». Per Nicola è importante «Aiutare chi sente la necessità di soddisfare la propria volontà di essere liber* e poter amare. Io cerco di farlo con Arcigay. Il mio talento è la scrittura. Gabriele ha inserito nel proprio poster i temi di studio (relazioni di genere, modelli e percezione delle maschilità, giovani e differenze, omosessualità e fede), le proprie doti (saper ascoltare e progettare), cose su cui lavorare (avere pazienza, rinunciare a certe idee per lavorare in gruppo, etc) e le proprie esperienze («In ogni città in cui sono stato, ho preso parte alle attività delle Arcigay locali. In Francia sono stato volontario in una casa di accoglienza per giovani LGBT).» Terminata la fase di ascolto del sé, ha fatto seguito un attività di brainstorming. Tre le domande da cui si è partitə. Cosa è Arcigay per me? Vita, Collettivo, Politica, Amore, Diritti, Lotta, Visibilità, Confronto, Unione, Accoglienza, Ascolto, Sostegno. Cosa mi aspetto da una realtà come Arcigay? Collaborazione, Rete, Trasparenza, Fiducia, Sostegno, Confronto, Azione, Politica, Attualità, Impatto, Apertura, Dialogo. Conoscenza, intesa in una doppia accezione: conoscere altre persone (socializzazione), conoscere saperi (formazione) Quali contributi? «Cosa posso fare io e cosa può fare l’Associazione per soddisfare queste aspettative?». Per Vincenzo non ci sono dubbi: «accoglienza!“. Luigi ha condiviso la testimonianza dell’accoglienza che Vincenzo aveva a lu [pronome scelto in quanto persona non binary, ndr] riservato nel Dicembre 2008 presso la chiesa dei mormoni e nei mesi a seguire, nell’ambito delle preghiere intereligiose proposte in quel periodo in apertura delle iniziative della Hermes Academy (alcune delle quali svoltesi proprio nella casa di preghiera in Via Maggiore Rigliaco). Nicola ha proposto di investire ancora più tempo ed energie nell’organizzazione di incontri, non solo di formazione ma anche e soprattutto informali, per creare ponti sia generazionali, proseguendo la collaborazione con scuole e associazioni per persone di terza e quarta età, che con enti pubblici. E lavorare sulla relazione tra ambiente e territorio. Gabri ha dichiarato: «Quello che posso dare io è la presenza. Avere le idee e non avere la convinzione che altri capiscano quello che non esprimo. Ascolto, dialogo, confronto. Qui ho notato metodologie innovative. C’è stato un grosso lavoro su di sé“. Foto e Video Ha fatto seguito la proiezione di foto e video di alcuni dei momenti più belli condivisi dal Marzo 2014 e dello spot per la campagna tesseramenti Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto, realizzato durante l’inverno 2020. https://youtu.be/_A7ZfTXmoD4 NVC per analizzare la personale esperienza e quella della comunità con la sindemia Una serie di esercizi ispirati alla Comunicazione Non Violenta hanno permesso ai/alle/a* partecipanti di identificare emozioni e bisogni, formulare richieste, creare ulteriore empatia e spirito di collaborazione, analizzare luci ed ombre dell’era sindemica: «Come la vivo io? Come la vive la comunità di cui faccio parte?». Vincenzo ha voluto omaggiare il gruppo cantando I only have eyes for you di Art Garfunkel. Lettera a se stessə Pignatelli ha invitato a scrivere una lettera a se stessə. Riportiamo quella di Nicola. «Ehi, sei Nicola, vero? Ciao, sono te e mi piacerebbe dirti grazie per avermi portato al compleanno di Arcigay Strambopoli Queertown Taranto. Wow, 4 nomi, avrà anche 4 torte? Come regalo hai mandato un bigliettino? Che bravo! Io partecipato alla festa e li ho conosciuto altri invitati. Abbiamo cantato tanti auguri, tra le note di canzoni di libere menti. Abbiamo giocato ad attaccare la coda al cavallo, solo che dovevamo attaccare una coda arcobaleno al pianeta Terra. Tutti insieme, abbiamo fissato la coda proprio sulla città di Taranto. E il buffet? Fantastico! Un delizioso buffet di sogni e volontà, ideali e speranze. La torta era uno splendito pandoro con crema di pensieri, coperto da un velo di zucchero. Splendida questa festa, vorrei che non finisse mai o che, almeno, ce ne sia una simile ogni giorno, con molti invitati e che accada ovunque“. Cosa lascio e cosa prendo da questo laboratorio? La giornata si è conclusa con la domanda «Cosa lascio e cosa prendo da questo laboratorio?». «Potrei lasciare la paura di una lotta solitaria. Prendo la mia determinazione, la volontà di continuare nonostante tutto; prendo la voglia di partecipare che tuttə voi mi avete trasmesso, prendo la fiducia.» Lu «Potrei lasciare la mia visione di una Taranto che non agisce. Vedo e prendo cambiamento. Prendo la felicità di essere a questo compleanno. Prendo il ricordo che ciascun* di voi ha lasciato. Prendo la volontà di andare avanti.» Nicola «È stato bello vedersi, conoscere nuove persone, vedersi. È sempre una opportunità. Nicola, sei un ragazzo simpatico. Spero di rivederti. Date un bacione alle vostre madri, ché io non ce l’ho più.» Vincenzo. «Auguri per questi 7 anni di attività, ma soprattutto un buon augurio per il proseguimento della attività del presidio.» Carmela«Auguri a tuttə!» Silvana. (Comunicato stampa)

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