Una città per cambiare - Taranto: ‘ArcelorMittal vuol abolire anche libertà di parola?’

CRONACA
03.04.2021 10:11

Sembrerebbe che, all'interno dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal di Taranto, diversi lavoratori siano stati sospesi per aver espresso sui social pareri negativi sull'azienda o, semplicemente, per aver condiviso post che criticavano la situazione ambientale. Sospensione che sembra essere il preludio a nuovi licenziamenti. Una vicenda simile era già avvenuta nei mesi scorsi, proprio nello stabilimento tarantino. Giunge voce di riunioni organizzate nei reparti per mettere in guardia il personale sulle conseguenze del "parlare male" del proprio datore di lavoro. Se tutto ciò dovesse essere confermato, sarebbe di una gravità assoluta, dopo il diritto alla salute e al lavoro anche quello di libertà di parola sembrerebbe abolito in quella fabbrica. Una gestione dittatoriale che non sarebbe ammissibile in una nazione democratica come l'Italia. Il gruppo consiliare "Una città per cambiare - Taranto" esprime massima solidarietà ai lavoratori coinvolti in questa vicenda e ribadisce la necessità di voltare pagina, chiudendo lo stabilimento e reimpiegando le maestranze nelle opere di smantellamento e bonifica degli impianti. (Comunicato stampa)

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