Cultura, musica e spettacolo

Libri: ‘Da un altro mondo’, incontro con la scrittrice Evelina Santangelo

Alle 17.30 del 10 febbraio al Presidio del Libro IL Granaio/ Libreria Dickens

Comunicato stampa
06.02.2020 19:00


Il Presidio del Libro IL Granaio/ Libreria Dickens presenta "Da un altro mondo" di Evelina Santangelo (Einaudi). Il 10 febbraio 2020 alle 17:30 nella sala convegni, Padiglione SS. Crocifisso DSM, Via SS.Annunziata a Taranto. Ingresso libero. Dialoga con l’autrice: Giulia Galli, Il Granaio. Iniziativa promossa dalla Regione Puglia- Assessorato all’Industria Turistica e Culturale in collaborazione con l'Associazione Presìdi del libro.#weareinpuglia

Evelina Santangelo è nata a Palermo. Presso Einaudi ha pubblicato nel 2000 la raccolta di racconti L'occhio cieco del mondo (con cui ha vinto i premi Berto, Fiesole, Mondello opera prima, Chiara, Gandovere-Franciacorta), i romanzi La lucertola color smeraldo (2003), Il giorno degli orsi volanti (2005), Senzaterra (2008), Cose da pazzi (2012), Non va sempre cosí (2015) e Da un altro mondo (2018). Suoi racconti sono apparsi nelle antologie Disertori e Ragazze che dovresti conoscere (Einaudi Stile Libero, 2000 e 2004), Principesse azzurre 2 (Oscar Mondadori, 2004) e Deandreide (Rizzoli Bur, 2006). Con il racconto Presenze ha partecipato all'antologia L'agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino (Feltrinelli, 2017). Ha anche tradotto Firmino di Sam Savage, Rock'n'roll di Tom Stoppard, e curato Terra matta di Vincenzo Rabito.

"Da un altro mondo". Eletto libro dell’anno 2018 dagli ascoltatori di Fahrenheit. Il 9 dicembre, Da un altro mondo di Evelina Santangelo è stato premiato come libro dell’anno dagli ascoltatori di Fahrenheit. Un riconoscimento importante per l’autrice che ha raccontato una storia feroce, attuale e amarissima, ambientata in un futuro prossimo, il 2020: «Il romanzo, molto intenso, a riprova che si può raccontare il mondo in poco più di 200 pagine, ha la forma di un thriller, forse di un noir, distopico». (Wlodek Goldkorn, «L’Espresso»). Khaled è un tredicenne arabo, arrivato a Bruxelles per lavorare ma ora, dopo la tragica morte del fratellino più piccolo, parte per il Sud, portandosi dietro un trolley rosso che, «grazie all’immaginazione dell’autrice diventa un altro protagonista del romanzo, anzi, si trasforma quasi in una specie di dispositivo di narrazione, in un rovesciamento di simboli e segni» (Wlodek Goldkorn, «L’Espresso»). Nel suo viaggio è accompagnato dalla voce della nonna, lasciata in Siria, che con le sue massime aveva guidato i suoi primi anni di vita. Karolina è una donna di mezza età; la sparizione del figlio, Andreas, l'ha sconvolta e lei, pur abituata ad una vita dura e solitaria, vuole capire come mai lui l'ha sempre esclusa con durezza dal suo mondo. Scopre, nel computer che il figlio ha lasciato, mondi infettati dal neonazismo e dallo jihadismo; trova video deliranti, vaga per siti e blog respirando la stessa aria malsana che ha portato via Andreas. E c’è il vecchio Orso, «di nome e di fatto», ex guardia giurata che «confidava in poche cose molto concrete. Il basco verde che indossava da quando era ragazzo, la Punto color militare che non lo aveva mai tradito e la Beretta 98 fs, precisa e affidabile…» (Da un altro mondo, p. 98). C'è poi Palermo e il mistero dei «bambini viventi», che occupano spazi, che hanno uno sguardo che fa paura perché indecifrabile. Tutte «Vite molto diverse, di valori all’apparenza antipodici, nutrite però da un medesimo dolore, da una stessa precarietà: che Santangelo sa lavorare nella loro sostanza umana profonda, al di là di barriere e differenze, col linguaggio universalizzabile della verità» (Massimo Onofri, «Avvenire»). «Santangelo ha messo in scena protagonisti in apparenza marginali, ma proprio grazie alla loro marginalità conclamata centrali per l’immaginario contemporaneo […] racconta l’immigrazione per quello che è: tragedia, dolore, perdita di sé per chi è costretto a lasciare la propria casa; fastidio e paura per coloro che ricevono, volenti o nolenti, gli immigrati» (Wlodek Goldkorn, «L’Espresso»).

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