TARANTO

Taranto: Giove traccia l’identikit del presidente ideale

Il numero uno rossoblu detta le condizioni per passare la mano: ‘Ho il dovere di cedere solo a chi fornisce garanzie solide’

13.03.2020 13:31


A CHI CEDO
"Non ho preso in considerazione l'offerta presentata da Tilia. Dobbiamo partire in generale, però, da un presupposto fondamentale: da imprenditore e tifoso ho il dovere di vendere a chi fornisce garanzie solide e programi seri, ne va del futuro del Taranto. Da tifoso aggiungo che venderò solo se si affaccerà un gruppo industriale importante, con risorse e programmi ambiziosi per il calcio e per la città che possa rappresentare un salto di qualità economico e sportivo rispetto al sottoscritto. So che non è un'ambizione facile da realizzare in una città depressa come la nostra, ma se non si verificherà sono pronto a continuare, più determinato di prima con l'intento di fare un campionato competitivo", ha detto Massimo Giove in una lunga intervista a Il Nuovo Quotidiano.

CANONICO E CAMPITIELLO 'Su Canonico mi sono già espresso: è un amico, abbiamo interessi aziendali in comune, al momento ha in mente solo il Bisceglie. Campitiello non ho il piacere di conoscerlo, mai avuto contatti".

MASSA DEBITORIA "Girano molte fandonie a questo proposito. Distinguiamo: la società ha un debito significativo verso l’erario, in gran parte dovuto alle gestioni precedenti alla mia. Tempo fa è stata concordata una rateizzazione a 10 anni con l’Agenzia delle Entrate che stiamo puntualmente onorando. Aggiungo: nelle scorse settimane ho estinto anticipatamente alcuni impegni che risalgono alla gestione Zelatore-Bongiovanni (mutuo acceso per il ripescaggio del 2016, per circa 150.000 euro, ndr). A oggi, la società non ha alcun contenzioso in piedi. Il debito gestionale e sportivo è interamente saldato e onorato a scadenza: non c’è tesserato o calciatore o fornitore che avanzi un euro dal sottoscritto".

FRECCIATA AGLI ULTRAS "Permettetemi una battuta: l’unico debito che devo ancora saldare sono i 4.500 euro di multe ricevute tra Altamura e Santa Maria Capua Vetere".

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