ICO della Magna Grecia: ‘Mousiké et Aretè’, i due vincitori

Terza edizione del progetto di residenza artistica

Cultura, musica e spettacolo
30.01.2022 14:27

Annarosa Partipilo e Jacopo Raffaele sono i due vincitori della terza edizione di “Mousiké et Aretè”, progetto di residenza artistica organizzato dall’Orchestra ICO della Magna Grecia in collaborazione con Ministero della Cultura, Comune di Taranto, L.A. Chorus-Matera in musica, Basilicata Circuito musicale, Regione Puglia, Regione Basilicata, ARCoPu e MArTA, il  Museo Archeologico nazionale di Taranto. «La terza edizione di “Mousiké et Aretè” – dichiara il Maestro Piero Romano, direttore artistico dell’Orchestra Magna Grecia – ha trovato i suoi interpreti; ad Annarosa e Jacopo sarà affidato il compito di comporre il brano da dedicare alla civiltà magno-greca; è un progetto tessuto dall’Orchestra della Magna Grecia in collaborazione con enti ed istituzioni locali e regionali, e che ha un’ispirazione particolare, magica: raccontare la nostra storia attraverso la musica, l’interpretazione e la visione di due giovani, grazie ad un periodo di residenza artistica nelle colonie magno-greche. Da parte nostra il massimo incoraggiamento ai due vincitori: saranno chiamati alla scrittura di un documento rivolto al futuro». A selezionare i due vincitori, oltre allo stesso direttore artistico, una Commissione composta dalla prof.ssa Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo Archeologico nazionale di Taranto, dai Maestri Pierfranco Semeraro, presidente Arcopu e Maurizio Lomartire, direttore musicale dell’Orchestra Magna Grecia. A coordinare e verbalizzare i lavori, Raffaele Ricco. Presentato in una Conferenza stampa nel Museo archeologico nazionale lo scorso 5 novembre, il giudizio finale ha riconosciuto ad Annarosa Partipilo il ruolo di autrice ed a Jacopo Raffaele quello di compositore. Fra gli altri si sono distinti anche Danilo Cacciatore, Valerio Gentile e Andrea Siano. Obiettivo del progetto è la creazione di nuovi flussi di incontro, scambio e produzione culturale e artistica, per favorire lo sviluppo di esperienze di coproduzione e il confronto tra gli artisti e altre realtà che convivono in Europa. A breve avrà inizio il percorso di studio in residenza. Ciò vedrà i due ricercatori selezionati impegnati nel lavoro di ricerca nei luoghi di pertinenza, da Taranto, base del progetto, agli insediamenti della Magna Grecia in Puglia, Basilicata e all’estero (Grecia, Albania) per un periodo di quindici giorni. I due ricercatori saranno coadiuvati nello studio e nella ricerca in Italia da un tutor nominato dal capofila e all’estero da tutor nominati dai partner albanesi e greci. ANNAROSA E JACOPO, I DUE VINCITORI I due vincitori, che si raccontano all’indomani della proclamazione ufficiale. «Devo a mia suocera la segnalazione del bando al quale mi sono subito interessato e alla partecipazione dello stesso – dice Jacopo Raffaele, trentatré anni, barese – una scommessa invitante, io che adoro i cantautori, la musica progressive, italiana e straniera; amo firmarmi “Il Baskerville”, pseudonimo che sottolinea la mia passione per letteratura, tipografia, architettura, enigmistica, arti e linguaggi, così ho pubblicato gli album “Il bacio alla barese” e “Cornetti caldi anche di notte”». Cantautori e progressive, secondo Jacopo. «Amo il primo Lucio Dalla, per intenderci quello sperimentale de “Il giorno aveva cinque teste”; adolescente, mi sono appassionato alla progressive italiana, avvicinandomi più al Banco che alla PFM, trovando interessante il lavoro de La Locanda delle Fate; amo “The prophet’s song” dei Queen, ma anche gruppi straordinari come Jethro Tull, Emerson Lake & Palmer e i Beatles, i più grandi in assoluto”. In giro per mezza Europa, Francia e Svizzera in particolare, risiede insieme con la moglie Claudia, tarantina, e la piccola Cecilia di appena quattro mesi, a Cambridge, in Inghilterra. “Per dieci anni – conclude – ho svolto attività orchestrale, ho sfiorato la carriera di direttore e diretto nel 2018 al Festival della Valle d’Itria. Amo la musica barocca, coltivo la passione per la tipografia e le arti visive, preferisco la vita da musicista piuttosto che un lavoro “tranquillo”…». «Ho appreso della vittoria mentre ero in conservatorio – confessa Annarosa Partipilo, ventisei anni, barese – dopo quella in pianoforte, mi sto laureando in organo, dopo aver conseguito quella in Lettere». Cosa ama. «Eseguire musica in pubblico, mi emoziona il silenzio della sala e la gente che è lì ad ascoltare. Ho svolto diversi lavori di ricerca, mi sono avvicinata alla musica incuriosita dal Coro di voci bianche». La grande emozione. «Suonare alla Carnegie Hall di New York, una delle più importanti sale di musica classica al mondo: un concerto-premio vinto ad un concorso del 2018: ho eseguito la Sonata op. 31 n. 3 di Beethoven, il più grande. Condivisi quel momento straordinario la mia migliore amica, Giulia». Vincere “MusiKè et Aretè”. «Ancora non ci credo, devo ancora realizzare una cosa così importante. Aspiro a studiare musica e letteratura insieme. Da piccola sognavo di diventare pianista o scrittrice: mi sono scoperta una e l’altra. Non mi sarebbe dispiaciuto fare il medico, in realtà il mio medico dice che in qualche modo ho coronato il mio sogno: “I medici curano il corpo, i musicisti l’anima”, mi ha detto; come non dargli ragione…».

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