Taranto: Chiuso il primo giorno di programmazione del OBR ionico

Buona partecipazione ai due laboratori offerti a studenti dell’IISS Perrone

Cultura, musica e spettacolo
13.02.2021 01:30

Conclusosi il primo giorno di programmazione del OBR ionico. Buona partecipazione ai due laboratori offerti alle quarte e quinte classi dell’IISS Perrone. Nella mattinata di Venerdì 12 Febbraio, Rossana Perazzo, psicologa e psicoterapeuta dei CAV operativi nel tarantino Rompiamo il Silenzio e Sostegno Donna, e Luigi Pignatelli, presidente di Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto e della Hermes Academy, hanno incontrato, su piattaforma Meet, quarte e quinte classi dell’IISS Mauro Perrone – sedi di Castellaneta e Ginosa (TA), nell’ambito delle attività di sensibilizzazione e formazione, promosse da scuola, CAV e associazioni testé citate, per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e su minori.Il laboratorio, intitolato “La speranza e la tenacia alla base del cambiamento”, è stato proposto in occasione del One Billion Rising, dal CAV Rompiamo il Silenzio, dall’Associazione Sud Est Donne, in collaborazione con l’Associazione Hermes Academy e Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto. Che cosa è il One Billion Rising? Il One Billion Rising è una manifestazione internazionale lanciata a San Valentino del 2012, per porre fine alla violenza sulle donne e sulle bambine. Da allora, ogni anno, milioni di persone in più di 200 Paesi si riuniscono per aderire all’iniziativa e ballare sulle note musicali della canzone “Break the Chain” e ribadire l’importanza di ottenere finalmente un cambiamento nel sistema. I laboratori I due appuntamenti hanno coinvolto 8 classi. La conduzione dei laboratori è stata affidata alla psicologa e psicoterapeuta Rossana Perazzo e a Luigi Pignatelli, ARTivista e presidente della Hermes Academy e di Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto. Una introduzione del OBR e la condivisione della personale visione del binomio terra e donna, nucleo dell’edizione 2021 della manifestazione internazionale, ha costituito l’incipit di entrambi gli incontri. Molte studentesse hanno identificato, tra le similitudini con la terra, il dono della creazione. «C’è vita.» ha detto una studentessa. «La terra è vita. E noi donne - ha aggiunto un’altra giovane creatura - possiamo dare la vita. La terra dà frutto, così come nella nostra pancia nasce e cresce una vita, c’è una persona dentro di me. È affascinante ciò che accade quando nasce una vita ed è straordinario il potere che ha la terra di dare frutti.» «Mentre il mondo si fermava a causa della pandemia, la Terra ha iniziato a respirare. La Terra che viene violentata da industria, capitalismo, così come il corpo delle donne viene poco rispettato.» La visione di un paio di video ha offerto l’assist per introdurre e sviluppare temi come cultura della non violenza, uguaglianza di genere, linguaggi, educazione alle differenze, narrazione di genere, etc. Non poche le testimonianze di alunne e alunni, come quella di M., che, prima della pandemia, aveva preso parte al corso di autodifesa promosso dal CAV. La ragazza ha voluto condividere la consapevolezza delle proprie capacità raggiunta grazie al rito conclusivo, quando «Sono riuscita a spezzare la tavoletta di legno con i piedi. Quel momento è stato liberatorio. Ho individuato i miei punti di forza. Ho smesso di ripetermi “Non ce la farò mai”. Cercate di non dubitare mai di voi stesse! Credere di essere meno forti ci impedisce di trovare la forza che, invece, abbiamo dentro noi stesse. A. ha parlato della violenza sulle donne nella letteratura e ha illustrato le vicende di Lucia e della Monaca di Monza narrate nei Promessi Sposi, esempi di diritti umani violati. Il personaggio di Lucia ha offerto l’occasione per parlare di diritto all’autodeterminazione. Una studentessa ha fatto cenno alla storia della maestra di Torino che aveva perso il lavoro a seguito della diffusione da parte del suo ex di foto e video che la ritraevano. Si tratta di quello che mediaticamente viene definito revenge porn, ma che porno non è, perché a differenza del porno il materiale viene diffuso senza il consenso di chi vi compare. La condivisione di foto e video è stata oggetto di dibattito. C. ha denunciato l’urgenza di una educazione di genere in famiglia e nelle scuole: «Secondo me più importante di spiegarci come denunciare è educare i ragazzi a non farlo.» G. ha suggerito di evitare di inviare questo genere di immagini, poiché il materiale «potrebbe essere usato contro di te nel momento in cui litighi con la persona a cui lo hai inviato.» D. ha fatto appello alla maturità di chi riceve. C. ha condiviso una riflessione sul diverso peso di uno stesso termine legato alle abitudini sessuali, a seconda che venga utilizzato al femminile o al maschile e degli opposti significati che le due declinazioni assumono. Si è parlato di slut shaming, di victim blaming e della necessità di un approccio di genere alla lingua che parliamo, per la valorizzazione delle pluralità. Rossana e Luigi hanno, infine, invitato studentesse e studenti a ballare domenica 14, per unirsi alla mobilitazione pacifica internazionale. Le organizzazioni promotrici dei due laboratori ringraziano la Dirigente Vita Maria Surico, le e i docenti che hanno partecipato assieme agli/alle/a* studenti/esse/u. Le attività pomeridiane Nel primo pomeriggio di Venerdì 11 Febbraio, nell’ambito delle iniziative promosse a cavallo del One Billion Rising, il Centro Interculturale Nelson Mandela ha ospitato il workshop Rise Up, facilitato dall’ARTivista non binary Luigi Pignatelli. In apertura, il cerchio introduttivo, con nome, pronome e breve descrizione attraverso la figura della propria eroina, ha aiutato le/i/lu partecipanti, alcunə presenti in loco e altrə collegatə in remoto, a creare le prime connessioni interpersonali. Alla proiezione del cortometraggio del 2012 Trigger Warning di Eve Ensler (attivista e ideatrice del OBR) e Tony Stroebel, hanno fatto seguito un giro di stati d’animo e il brainstorming su possibili storie dietro ciascuno dei volti presenti nel video. È stato poi chiesto di immaginare e narrare, sottoforma di monologo, le storie di alcune delle protagoniste del cortometraggio. Silvana ha raccontato il dramma di una madre. «Ciao, sono Maria. Mio marito non è stato sempre violento, ma ora è senza lavoro e in casa diventa nervoso. Tutto è cominciato quando la bimba era piccola. Una volta ero andata a stendere sul balcone del pianerottolo e gliela avevo affidata perché non riuscivo a tenerla ferma e temevo rotolasse per le scale. La sentivo piangere e ho fatto più in fretta possibile. Quando sono rientrata la piccola piangeva al buio nell’ingressino mentre mio marito era in salotto a guardare la tv. Gli ho detto “Che fai? Non potevi prenderla in braccio?”. Lui si è scatenato e ha cominciato a distruggere gli oggetti dello scaffale poi è andato in camera e ha preso a calci anche la culla. Ho avuto paura e vergogna che i vicini sentissero. Così sono stata in silenzio finché finalmente è uscito. Da allora sono stata sempre in silenzio, ma le cose sono peggiorate. Vorrei andarmene, ma ho paura che mi portino via la bambina. La psicologa del consultorio fa in fretta a parlare, ma lei è tutta perfettina con le sue risposte pronte. Dai miei genitori non posso tornare perché erano contrari al matrimonio e adesso ho troppa vergogna per dirgli che avevano ragione.» Il laboratorio si è concluso con la condivisione dei testi (che si aggiungono al materiale prodotto per i reading del 14 Febbraio) e un esercizio ispirato alla Comunicazione non Violenta. A partire dalle ore 18.30, per il ciclo di Cineforum, è stato proposto Forte, commedia francese del 2021 scritta e diretta da Katia Lewkowicz. La ventenne Nour è figlia unica, divertente, lavora come receptionist in una palestra. Nour è anche in sovrappeso e ha difficoltà ad accettare il proprio aspetto. I suoi più cari amici cercano di consigliarla, ma senza successo, soprattutto per quanto riguarda la vita amorosa. Ma quando un’istruttrice di pole-dance della sua palestra si offre di darle delle lezioni, decide di provare. Prossimi appuntamenti Il 14 febbraio con #1BillionRising per far sentire la nostra voce, per affermare la libertà delle donne, per condannare ogni forma di violenza, per diffondere una cultura del rispetto, della cura per tutte le donne abusate, discriminate, oppresse e per la terra che ci dà la vita. Il One Billion Rising quest’anno ha come claim #ColtiviamoLaNonViolenza e nella versione originale #RisingGardens. Nasce nel 2012 e viene proposto ininterrottamente anche a Taranto e in alcuni comuni della provincia ionica dal 2013. Il percorso di costruzione condivisa del One Billion Rising ionico 2021 vede coinvolte (in ordine alfabetico) ANTEAS Taranto, Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto, Centro Antiviolenza Sostegno Donna, Coordinamento Taranto Pride, Hermes Academy, TarantAnz, in collaborazione con Centro di Ascolto e Osservatorio LGBTIQA+ di Taranto e Provincia, Centro Interculturale Nelson Mandela, Sportello MigranTA - Migranti Arcobaleno. Come partecipare Le associazioni promotrici invitano a realizzare e inviare, entro le ore 18 di Domenica 14 Febbraio, all’indirizzo email [email protected] o tramite telegram o whatsapp al numero +39 388 874 6670 video in cui si balla sulle note di Break the Chain, e/o brevi testimonianze e/o video che inizino con Io partecipo al One Billion Rising perché... Se possibile, chiediamo di indicare nome e città di provenienza. I video verranno diffusi sui canali delle associazioni, previa autorizzazione firmata (una copia da compilare e firmare verrà inviata a seguito della ricezione del materiale). Sono tante le iniziative previste a cavallo del 14 Febbraio, sia in remoto che in presenza. Seconda e terza giornata di programmazione Nel tardo pomeriggio di Sabato 13 Febbraio ARTivistə di Hermes Academy, Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto e Coordinamento Taranto Pride sono in Piazza Maria Immacolata a Taranto, con le mascherina rosse realizzate dalle tesserate di ANTEAS Taranto, per le consuete iniziative del Sabato. Dalle ore 17.30 alle ore 20.30, sistemata la bandiera rainbow per terra, si alternano letture e momenti di riflessione, anche attraverso esercizi di Comunicazione Non Violenta, roleplay e boardgames (come Who’s She?), sulle tematiche del OBR, della violenza di genere e dell’omolesbobitransfobia. A seguire, entro le 21.50, in gruppi da 3/4 persone viene riproposta l’azione di attacchinaggio, lungo le vie del centro, di poster, frasi e toponomastica simbolica, con nomi e cenni biografici di donne vittime di violenza e di figure che hanno fatto la storia dei femminismi e del transfemminismo. Domenica 14 Febbraio, a partire dalle ore 10.30, Angela Lacitignola, presidente dell’Associazione Sud Est Donne, modera l’incontro su Google Meet Alzati! Balla con noi. Dopo i saluti istituzionali di Assessorə alle Politiche Sociali dei Comuni di Martina Franca (TA), Massafra (TA), Ginosa (TA), Castellana Grotte (BA), Manduria (TA), Tiziana Schiavone, Maria Rosaria Guglielmi, Romana M. Lippolis, Maurizio Tommaso Pace, Fabiana Rossetti, interviene Rosy Paparella, già Garante dei Diritti per l’infanzia della Regione Puglia. Le attività in Piazza Piazza Garibaldi (e non Piazza della Vittoria, come precedentemente annunciato, per volontà della Polizia Municipale, che ha comunicato la modifica solo Venerdì mattina), in particolare lo spazio tra la cassarmonica (dove si tenne il primo flash mob il 14 Febbraio 2013) e la panchina arcobaleno colorata da ARTivistə di Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto lo scorso Luglio, è base operativa della manifestazione statica prevista per il tardo pomeriggio di San Valentino. A partire dalle ore 17.30 ARTivistə di Hermes Academy, Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto e Coordinamento Taranto Pride, indossando le mascherine realizzate dalla creatrice e attivista Lady Ringlets, abitano la piazza con Image Theatre, reading, testimonianze e flash mob sulle note di Break The Chain. La programmazione di Domenica 14 prevede, inoltre, l’attacchinaggio di ulteriore toponomastica simbolica e piccole azioni in Via Di Palma angolo OVS, Piazza Maria Immacolata e Piazza della Vittoria, in prossimità delle panchine rosse e delle panchine arcobaleno. Per Lunedì 15 Febbraio è prevista la pubblicazione di un video sui canali social delle organizzazioni promotrici. Tra i contenuti, i video giunti tramite mail, wa e telegram, shooting delle iniziative in presenza e altri contributi. Nello specifico: Elvira Mazza, presidente Anteas Taranto, relaziona su lavoro di cura e condizione di alcune socie che vivono nella cosiddetta famiglia sandwich, donne strette tra doveri verso i/le figli/e e verso i genitori; Silvana Mossotto, amica della Hermes Academy, condivide l’esperienza di imprenditoria femminile nel settore agricolo; Alessandra Basile, autrice della Hermes Academy, e Nicola Scialpi, attivista del Gruppo Giovani di Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto, propongono la lettura di propri testi poetici e un racconto autobiografico; William, italiano laureatosi e stabilitosi a Londra, illustra il binomio moda e ambiente. La partecipazione a tutte le iniziative è libera e gratuita. (Comunicato stampa)

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