Mare Adriatico: Italia e Croazia vagliano metodi e innovazioni tecnologiche per salvarlo

Sfida InnovaMare: costruire ecosistema innovazione settori robotica e sensoristica subacquea per combattere inquinamento

Cultura, musica e spettacolo
13.07.2021 23:40

Dai test sui robot salva-mare, agli strumenti per condividere i risultati delle ricerche scientifiche, fino ai processi da utilizzare per accelerare l’innovazione tecnologica mirata alla sostenibilità dell’Adriatico. Italia e Croazia tornano a confrontarsi nell’ambito del progetto europeo strategico di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia - Croazia InnovaMaresu temi cruciali per la crescita economica e turistica di tutta l’area. L’occasione per farlo sarà il secondo workshop formativo dedicato alla metodologia “Living Lab” applicata alla robotica e alla sensoristica subacquea, organizzato da ARTI - Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione e Camera per l’Economia croata, in modalità mista (online e in presenza) a Bari, Fiera del Levante, dal 14 al 16 luglio. Il workshop si rivolge ai partner italiani e croati del progetto e ai loro stakeholder (imprese, istituti di ricerca ed enti locali), chiamati a giocare in squadra per accelerare i processi d’innovazione e definire modelli di business applicabili sulle due sponde dell’Adriatico. Gli incontri in programma (Link programma), finalizzati a migliorare le connessioni tra le imprese, il settore pubblico, i centri di ricerca e sviluppo e gli enti accademici coinvolti nel progetto, accenderanno i riflettori anche sullo stato dell’inquinamento dell’Adriatico e sulla finalizzazione di soluzioni innovative per monitorarlo, tra cui  robot salva-mare, oggi allo stadio di prototipi, come la piattaforma SWAMP (Shallow Water Autonomous Multipurpose Platform), un catamarano modulabile e riconfigurabile, progettato per navigare in aree remote e in acque basse e attrezzato con tecnologie innovative per il monitoraggio e il rilevamento dei rifiuti in mare. SWAMP, frutto della collaborazione tra l’Università di Zagabria - Facoltà di Ingegneria Elettrica e Informatica (FER) e il CNR - Istituto di scienze Marine (Ismar), sarà al centro di una campagna di sperimentazione che interesserà, tra agosto e settembre, l’area lagunare di Venezia e le zone costiere croate. A dare il via alla tre giorni saranno il presidente dell’ARTI Vito Albino, la direttora del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia, Gianna Elisa Berlingerio, e il project manager, Mateo Ivanac della Camera croata dell’Economia, capofila del progetto. “Ritrovarsi in presenza è fondamentale per rafforzare la collaborazione – ha dichiarato Ivanac - e a Bari abbiamo finalmente la possibilità d’interagire, presentare iniziative e portare nuove idee ed energie a un progetto che è già riuscito a mettere allo stesso tavolo stakeholders molto diversi tra loro, che lavoreranno su progetti altrettanto diversi, per questo arriviamo a Bari con grandi aspettative”. “Dopo aver mappato i principali attori dell’innovazione e le eccellenze in campo tecnologico dei due Paesi, il prossimo passo da compiere, il più importante, - ha aggiunto - sarà sviluppare un hub digitale dell’innovazione per la sostenibilità dell’Adriatico”. L’appuntamento di Bari permetterà di compiere passi in avanti verso l’ambizioso obiettivo di sviluppare e consolidare un modello di ecosistema dell’innovazione per contenere l’inquinamento dell’Adriatico grazie a una rete sempre più efficace di collaborazione transfrontaliera. Per saperne di più: SWAMP: è un catamarano robotizzato leggero e riconfigurabile. Per InnovaMare è stato progettato in modo da favorirne la navigazione in aree remote e acque basse. Lo scafo contiene un sistema di propulsione a pompa-jet protetto da materiali innovativi che ricoprono anche i sensori e i componenti elettronici. L’hardware e il software modulare del robot rende possibile un sistema di guida, navigazione e controllo distribuito multi-agente. I kit strumentali di cui è munito permettono di monitorare e rilevare i rifiuti marini. METODOLOGIA LIVING LAB (LL): è un nuovo metodo per trasferire conoscenze e gestire processi che facilitano l’innovazione. Prevede il coinvolgimento attivo, costante e in condizioni reali degli utenti finali (cittadini, associazioni, imprese e istituzioni) che effettivamente useranno il prodotto che si vuole testare. L’interazione tra ricercatori e utenti permette un continuo miglioramento della tecnologia in vista di una sua applicazione su larga scala. ADRIATICO, I NUMERI DELL’EMERGENZA: Secondo il rapporto di Legambiente diffuso a maggio 2021, l’Italia è tra i Paesi UE con la maggiore biodiversità. Il 16% della sua superficie (incluso quella marittima) è tuttavia interessato da ecosistemi considerati ad elevato rischio. Lo sfruttamento ittico intensivo di quasi l’80% delle specie presenti in Adriatico e l’alto livello d’inquinamento, con la pericolosa riduzione negli ultimi 35 anni del 75% della biomassa pescata mettono a serio rischio la sostenibilità di questo mare che ospita quasi la metà delle specie presenti nel Mediterraneo. PROGETTO INNOVAMARE: Con una dotazione di oltre 5,5 milioni di euro di finanziamenti UE per una durata di 30 mesi il progetto, parte del Programma Interreg Italia-Croazia, mira a costruire attraverso la collaborazione transfrontaliera un ecosistema di innovazione condivisa e applicata ai settori della robotica sottomarina e della sensoristica che favorirà la crescita blu. InnovaMare, lanciato l’anno scorso, è gestito da un consorzio di 14 partner tra università, istituzioni marittime, centri di ricerca, PMI, autorità locali e regionali. Il progetto InnovaMare come parte di Interreg Italia-Croazia è finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale. (CS)

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