Taranto: ‘La scuola Frascolla e i suoi… Capolavori di donne’

Un’iniziativa per celebrare in modo originale e significativo la data dell’8 marzo

Cultura, musica e spettacolo
05.03.2022 14:59

E se i soggetti femminili di alcuni dei quadri più famosi all’improvviso si animassero? Racconterebbero la loro storia e si autodescriverebbero come se si guardassero allo specchio.  

E’ quello che accadrà martedì 8 marzo alle ore 11,00 nell’aula natura dell’istituto comprensivo Renato Frascolla di San Vito, a Taranto.

Per celebrare la giornata internazionale della donna, la dirigente scolastica, Gabriella Falcone, ed i docenti della secondaria, hanno infatti pensato all’iniziativa: “Capolavori di… donne”. Si tratta di un percorso interdisciplinare che si inserisce nell’ambito del progetto d’istituto “Open year”.

E’ una sorta di mostra di quadri viventi rappresentati dalle studentesse della scuola media, che li hanno anche dipinti su tele che saranno affisse ai cancelli dei due ingressi dell’istituto (via Dentice e plesso Massari) ed esposte nei corridoi della scuola così da realizzare un’esposizione. Ogni opera d’arte sarà interpretata dalle alunne vestite e truccate proprio come nel quadro, scelto non a caso, ma col preciso intento di esaltarne la bellezza in ogni sua forma e manifestazione.

E’ questo il risultato di uno studio pluridisciplinare coordinato e programmato, che ha coinvolto diverse discipline come Arte e immagine, Italiano, Storia, Musica, Inglese, Francese e la più trasversale di tutte: l’Educazione civica.

Ogni materia, con il suo apporto specifico, ha concorso alla realizzazione del percorso. Più nel dettaglio, nell’ambito dell’insegnamento, appunto trasversale, di Educazione civica, gli alunni sono stati sensibilizzati sulla parità di genere (Programma d’azione ONU “Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile” - goal n. 5) e sul principio di non discriminazione così come espresso dall’articolo 3 della Costituzione Italiana (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”).

“Abbiamo scelto di denominare questo evento “Capolavori di… donne” - spiega la preside Falcone - non soltanto perché volevamo sottolineare che le donne sono dei capolavori in sé, ma anche che sono state oggetto di capolavori artistici apprezzati da sempre e in tutto il mondo. Il percorso tracciato ci ha inoltre permesso di promuovere obiettivi trasversali di educazione al rispetto contro ogni discriminazione di genere. Gli alunni sono dunque stati guidati ad analizzare e riprodurre su tela celebri quadri d’autore aventi la figura femminile come protagonista, fonte d’ispirazione e veicolo di emozioni della grande arte. Successivamente i ragazzi si sono cimentati nella “riproduzione vivente” delle opere d’arte selezionate, impegnandosi nell’imitazione di pose ed espressioni della protagonista del quadro, nella ricerca di costumi, oggetti e di ogni altro dettaglio significativo da ricreare dal vivo. Infine hanno elaborato testi esplicativi dell’opera d’arte da “vivificare” in modo da farne apprezzare il valore artistico. Tra i diversi obiettivi del percorso - evidenzia la preside - c’è anche lo sviluppo della capacità di osservazione, condizione necessaria per creare un atteggiamento di curiosità e di interazione positiva con il mondo artistico. Inoltre, abbiamo puntato a sviluppare la capacità linguistica, di espressione creativa e personale e l’acquisizione di una sensibilità estetica verso il patrimonio artistico”.

Fra le opere d’arte scelte, il ritratto di “Nefertari” così come venuto alla luce nella sua raffinatissima tomba, considerata tra le più grandi e spettacolari della Valle delle Regine, “La Parigina“ (anche conosciuta come la “Signora Minoica”) un affresco del Palazzo di Cnosso situato al museo Hiraklion di Creta che rappresenta una donna elegante di profilo e molto truccata; ed uno dei “Ritratti del Fayyum”, considerati tra gli esempi meglio conservati di pittura dell’antichità.

I ragazzi della Frascolla hanno anche scelto di rappresentare  il “Ritratto di dama” (o la Belle Ferronniere) e “La dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, “La ragazza con l’orecchino di perla” di Jan Vermeer e la celeberrima “Nascita di Venere, dipinto a tempera su tela di lino di Sandro Botticelli.

Ed ancora “Giuditta I”, del pittore austriaco Gustav Klimt, idea perfetta di bellezza femminile nell’arte, l‘Autoritratto con collana di spine" di Frida Kahlo, la “Ragazza in verde” di Tamara de Lempicka, considerata immagine icona dell’Art Decò, ed infine “Marilyn”, raffigurata in venti dipinti serigrafici basati sulla stessa fotografia dall’icona della Pop art americana, Andy Warhol.

Doveroso inoltre il richiamo, ad opera di quattro studentesse di terza media, alla situazione drammatica derivante dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina e quindi al coraggio delle donne in guerra.

A chiudere l’evento sarà il monologo di Roberto Benigni sulla donna.

“Volevamo organizzare qualcosa di diverso dalla routine per i nostri ragazzi - sottolinea la preside Falcone - in linea con il nostro progetto d’istituto “Open Year” previsto nel PTOF, il piano triennale dell’offerta formativa del nostro istituto comprensivo, che prende anche spunto dal calendario delle celebrazioni nazionali ed internazionali come collante tra mondo della scuola e mondo esterno. Sono i nostri docenti ad individuare le date e le ricorrenze da approfondire con gli alunni nel corso dell’anno attraverso la realizzazione di attività laboratoriali i cui esiti vengono poi socializzati con le famiglie dei nostri studenti. Insomma, una sorta di Open day nel concetto di apertura al territorio e di condivisione con le famiglie. L’idea è nata da una specifica esigenza nel periodo più difficile della pandemia sanitaria sperimentata anche quando la scuola era a distanza proprio per mantenere vivo il rapporto con le famiglie evidenziando il ruolo della scuola come luogo privilegiato di formazione, incontro e socializzazione”.

Per l’occasione, la preside del liceo artistico Calò, Brigida Sforza, ha messo a disposizione i cavalletti per esporre le opere.

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