CRONACA

L’editoriale: Taranto è davvero una città incivile?

Vito Galasso
02.01.2021 21:58


Non c'è da meravigliarsi di vedere l'ignoranza audace e avventurosa: è la madre di vanaglori insolenti e di coraggiosa temerarietà. Così, l'ultimo dell'anno a Taranto, va in scena uno spettacolo impressionante anche se indecente. Due sono gli episodi da condannare avvenuti alla soglia del 2020 che fanno venire il disgusto per cattiveria, maleducazione, violenza, mancanza di rispetto e inciviltà. Il primo vede un gruppetto di persone, visibilmente divertito, intento a gettare dal balcone un frigorifero di medio-grande dimensione che avrebbe potuto fare male a qualcuno. Un gesto che richiama antiche tradizioni, purtroppo mai sopite, per soppiantare tutte le delusioni fisiche e spirituali dell'anno passato e avvicinarsi alla voglia di cambiamento. È stucchevole anche solo pensare che nel XXI secolo, specialmente nelle terre civilizzate, ci siano credenze e superstizioni stupide che non svaniscono. E non importa quanto progredisca il mondo, quante regole ci siano da rispettare, quanto il cambiamento sia il frutto delle nostre azioni. Non importa nulla. È l'arroganza che conta. Il secondo episodio, invece, ha per protagonista un bambino che con una pistola in mano sciorina uno slang da gangster, insultando pesantemente il Presidente del Consiglio italiano. Il tutto filmato con fierezza dai suoi educatori, che evidentemente non si sono impegnati abbastanza ad allevare un ragazzino emotivamente sano, ottimista, resistente al richiamo della giungla, che si impegna nella vita con uno scopo. La colpa non è del bambino, assolutamente, che è una vittima delle nefandezze degli adulti. Ha solo appreso quanto gli hanno insegnato, forse anche troppo. In questi casi non c'è una ragione se l'ignoranza non è una benedizione - come si usa dire - e tutti soffrono quando vengono a mancare le parole più semplici: amore per sé stessi e per il prossimo, cortesia ed educazione. Crediamo poco che le istituzioni possano combattere questa mentalità decaduta, che ritiene valido solo lo spirito dell'autocompiacimento e del menefreghismo, abbarbicata a vizi immorali e trogloditi che li rendono piccoli e impotenti. Si potrebbe iniziare con il denunciare questi gesti nauseabondi, colpendo il portafogli di chi li perpetra, ma non sappiamo quanto possa bastare per rivoltare come un calzino certe teste malsane e malfunzionanti. Perché, si sa, l'erba cattiva non muore mai.

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