Confindustria Taranto: Toma, ‘Per crisi misure con effetto immediato’

‘Quando si è di fronte a situazione di eccezionalità, risposta non può che essere eccezionale’

Politica
14.03.2022 19:48

“Quando si è di fronte ad una situazione di eccezionalità, la risposta non può che essere eccezionale”. Così Salvatore Toma, Presidente di Confindustria Taranto, commenta la situazione in cui versa l’economia italiana, già fortemente provata dai due anni di emergenza epidemiologica, a quasi venti giorni dall’inizio del conflitto russo-ucraino.

Guarda oltre, tuttavia, il ragionamento del vertice di via Dario Lupo sulla situazione attuale: occorre, dice, un dialogo sempre più stretto fra Governo, Regione, istituti di credito e imprese per capire quali possano essere le exit strategy più mirate per uscire dall’impasse in cui si trovano una molteplicità di aziende, di diversi settori, colpite da quella che lo stesso Presidente Bonomi ha indicato come una “tempesta perfetta”. Una tempesta che ovviamente rischia di compromettere seriamente il rating, già fortemente compromesso, di molte imprese.

Voglio ricordare che dallo scorso mese di gennaio – dichiara Toma - le aziende sono tornate a pagare le rate dei finanziamenti pur con un’emergenza ancora in corso e problemi ancora tutti da risolvere: oggi questa moratoria dovrebbe essere ulteriormente procrastinata, almeno al 30 giugno, perché come è evidente la situazione internazionale impone ulteriori provvedimenti emergenziali”. 

La condizione di molti comparti si presentava già estremamente critica sia per l’impennata dei costi energetici sia, ancor prima, per l’aumento delle materie prime. Oggi queste problematiche vanno a complicare un più ampio scenario economico: le  ripercussioni sui mercati, determinate dal conflitto in Ucraina, si registra infatti sia a livello di reperibilità di alcune materie prime sia di aumento indiscriminato dei prezzi.  A questo proposito, il Presidente Toma invoca provvedimenti immediati per il caro-carburante, sia intervenendo sull’eliminazione delle accise, sia facendo luce sulle speculazioni in atto, peraltro denunciate dallo stesso Ministro Cingolani. “Se è vero, e non abbiamo motivo di credere il contrario, che siamo di fronte ad una spirale speculativa, perché non esisterebbe, come ha confermato il Ministro, una motivazione plausibile per l’aumento del prezzo dei carburanti – dichiara a questo proposito il Presidente Toma - ci aspettiamo interventi regolatori poderosi e immediati da parte del Governo: che sia un tetto massimo per i prezzi a livello europeo o che si tratti dell’adozione di strumenti fiscali ed economici, l’obiettivo è che producano effetti immediati e che non si rimandi il problema adottando strumenti di sostegno di medio e lungo orizzonte, il cui effetto sarebbe solo un effetto domino di chiusure e ridimensionamenti. Allo stesso tempo - aggiunge - ci aspettiamo verifiche puntuali su chi specula ai danni di cittadini ed imprese. Non possiamo più tollerare che i nostri autotrasportatori siano costretti a incrociare le braccia e vedere progressivamente aumentare il loro debito, né che altre categorie produttive, e sono tantissime se pensiamo per esempio al settore agroalimentare – possano ritrovarsi con pesanti ripercussioni dovute alla convergenza di rincari su carburante, luce e gas e materie prime. Siamo di fronte  – prosegue il vertice di Confindustria Taranto – ad una situazione di eccezionalità che se per alcuni aspetti può trovare risposte in interventi-tampone, per la maggior parte necessita di provvedimenti di carattere strutturale”. Su questo versante, c’è da registrare peraltro proprio la decisione - resa possibile anche grazie all’intervento del vicepresidente Vladimiro Pulpo in occasione di una recente assemblea - di non fermare i mezzi almeno fino al previsto incontro con la viceministro Bellanova. 

E’ caos, inoltre, come denunciato di recente dal Presidente Ance Taranto Fabio De Bartolomeo, anche nei cantieri edili, per l’impennata delle materie prime, già in rialzo dall’estate scorsa, e per far fronte a questo la categoria chiede un adeguamento automatico dei prezzi ai valori correnti per tutte le stazioni appaltanti, nonchè misure efficaci di compensazione degli aumenti già subiti. “E su questo aspetto, come Sistema Taranto – prosegue Toma – non possiamo permetterci di abbassare la guardia, perché a rischio potrebbero essere tutti quegli investimenti previsti dal Contratto Istituzionale di Sviluppo e, guardando in prospettiva, le opere in programmazione per i Giochi del Mediterraneo”. Un problema che a quanto pare il Governo si starebbe ponendo anche in riferimento al Pnrr, nato in un contesto totalmente diverso da quello attuale, e che potrebbe pertanto essere rivisto, così come richiesto da Confindustria nei giorni scorsi, alla luce di scenari profondamente mutati e quindi di una revisione complessiva dei prezzi a cui le aziende sono chiamate a far fronte.

Non diversa la situazione del comparto agroalimentare, al centro di un recente confronto fra il Mise e l’assessore regionale Alessandro Delli Noci, nel corso del quale sono state proposte  azioni di sostegno mirate, fra cui la richiesta di estendere e integrare il Temporary Framework, il regime straordinario derogatorio sugli aiuti di Stato per la nuova emergenza.

In questo comparto le difficoltà principali non sarebbero infatti tanto legate all’import-export quanto a fenomeni di speculazione e di incertezza dei mercati, al punto che a causa dei rincari molte aziende starebbero valutando di sospendere la loro attività. “Anche in questo caso – rileva il Presidente di Confindustria – al governo si chiedono strumenti con effetto immediato e alla Regione Puglia misure ad hoc come quelle già adottate in occasione dell’emergenza Covid”.

Il presidente di Confindustria Taranto fa infine una valutazione sulle strategie di politica energetica che oggi, alla luce delle sanzioni russe e dei possibili effetti derivanti, impongono interventi di sburocratizzazione per rimettere in modo gli impianti di energia alternativa. “Ben venga la diversificazione del mix energetico per diminuire la nostra dipendenza del gas russo, incentivando soprattutto le fonti rinnovabili. Mai come adesso vorremmo che le soluzioni temporanee diventassero definitive”.

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