Taranto sprofonda nell'indifferenza politica, l'appello accorato di Pallini

Il coordinatore UIL Taranto chiede di fronteggiare la crisi industriale e sociale

CRONACA
17.12.2023 01:49

Il coordinatore della UIL di Taranto Pietro Pallini è intervenuto durante il Consiglio Territoriale di fine anno della UILM TARANTO. Presenti il segretario Nazionale dei Metalmeccanici Rocco Palombella, il segretario generale di Taranto UILM Davide Sperti, il segretario UIL Puglia Gianni Ricci, il segretario regionale UILM Alfio Zaurito, e ad omaggiare i lavori il coordinatore UIL Brindisi Fabrizio Caliolo, i segretari confederali UIL Puglia Andrea Toma e Stefano Frontini oltre i segretari generali UIL Trasporti Carmelo Sasso e UIL FPL Giovanni Maldarizzi.

Un intervento che Pallini ha fatto accoratamente toccando le vertenze del territorio ionico che sono troppe e numerose.

La questione di AdI (Acciaierie d’Italia) è stata definita come una truffa alla comunità dettata da una falsa promessa: “chi parlava di chiusura dell'ex Ilva e la ricollocazione dei lavoratori ha ingannato la comunità”.

In 11 anni di vertenza siderurgica sono state consegnate alla città solo macerie, licenziamenti e cassa integrazione. Una vertenza, quella industriale, che vede franare pezzo dopo pezzo la manifattura a Taranto e che in assenza di scelte immediate, creerà desertificazione, povertà economica e sociale. Vertenza che fa il paio con la problematica dei lavoratori della tessitura di Mottola Albini, ex Cementir ed ex TCT. Un esercito di "ex" nel perfetto immobilismo della classe politica che in ambito locale sta mostrando ciò che è di più lontano dalla politica.

Tutto ciò mentre il tasso di occupazione a Taranto arretra al 38.3 % rispetto al 42.6 della Puglia e al 52.2 del resto d'Italia. Le ore processate di cassa integrazione straordinaria a Taranto sono il 58.6% del totale della Puglia e quelle di cassa integrazione ordinaria ben il 34%. Un dato più che allarmante. Dati che descrivono una città che non affonda più ma che sprofonda. È il tempo di parlare e soprattutto fare per le Persone, perché anche i temi della Sanità pugliese e tarantina, dove oramai le cure sono solo per pochi privilegiati, segnano un primato da maglia nera.

I diritti sacrosanti e costituzionali come lavoro e salute, grazie a questo modo di governare,ancora fanno a pugni.

A Taranto si contano 2500 decessi annui circa a fronte di appena 1300 nati. 1 giovane su 2 lascia il sud per costruirsi un futuro e di questo passo circa 1200 scuole chiuderanno in meno di 5 anni. 

Una comunità, quella tarantina, che se non fermassimo questo "guasto sociale" è destinata inevitabilmente a estinguersi, in povertà e con tutta una serie di servizi che tenderanno  viavia a scomparire.

“Rassegnazione e immobilismo – ha detto Pallini- non fanno parte della UIL. Così come fatto nelle innumerevoli mobilitazioni, e a Bari eravamo 10.000 in piazza l'1 dicembre, continueremo a sbugiardare chi fa vane promesse ai lavoratori e alle persone, perché noi fondiamo su ciò che è giusto, non sulle ideologie e sui proclami di quella che oggi si spaccia per politica. 

“Chi davanti a questi dettagli, ma che dettagli non sono, indisturbato conia il 17esimo condono fiscale, giungendo perfino a precettare i lavoratori limitandone le libertà. Questo épotere non politica. Le persone e i lavoratori sono impoveriti, stanchi, e disillusi e quando scioperano lo fanno tassandosi le retribuzioni per cambiare le sorti di questo Paese e della comunità tarantina”. 

E conclude: “Noi sentiamo forte la responsabilità e il dovere di cambiare questo triste stato di fatti, perché non ce  lo chiede una ristretta porzione di 'elettori', ma le centinaia di migliaia  di persone che tutti i giorni con il loro sacrificio, ancora tengono in piedi questo Paese”. 

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