Tavolo permanente sulle questioni urbanistiche della Regione Puglia

CRONACA
11.11.2023 06:57

Federazione Regionale degli Ordini degli Architetti P.P.C. della Puglia aveva aderito e assicurato convinta operatività al tavolo permanente istituito dal delegato all’Urbanistica, l’Avv. Lacatena, partendo dalla esigenza, rappresentata da ordini professionali, enti di categoria e associazioni, che si dovesse rimediare ai guasti determinati dalle reiterate entrate in vigore di normative in materia di piano casa e dalle negative successive pronunce della Corte Costituzionale, si legge in una nota.

A quel tavolo abbiamo offerto contributi dovuti al lavoro di commissioni interne, che si sono avvalse di memorie giuridiche, ma all’ultima convocazione del 26 aprile scorso non hanno fatto seguito altre riunioni o determinazioni politiche da parte della Regione, sia pure alla luce di una tematica che resta cogente. In quella sede furono presentati due diversi schemi di disegni di legge: il primo relativo alla “Disciplina regionale degli interventi di ristrutturazione edilizia ai fini della rigenerazione urbana”, sostituito in sede di riunione stessa da uno relativo alla “Disciplina regionale degli interventi di ristrutturazione edilizia ai sensi dell’art. 3, co. 1, lett. D) del DPR 380/2001”.

Ci siamo fatti carico di fare pervenire nel merito una nostra articolata relazione, inspiegabilmente non recepita dai destinatari cui era rivolta, che richiamando ed estendendo riflessioni presentate nell’ultimo incontro, focalizzava alcuni aspetti a tutela degli interessi più generali rappresentati, in ossequio a quel processo partecipativo che ha caratterizzato la pianificazione territoriale della Regione Puglia sino al 2015, continua la nota.

Pur potendone condividere lo spirito, ribadiamo ogni contrarietà rispetto alla riproposizione di qualsiasi legge che continui a legiferare in modo straordinario o derogatorio rispetto a principi costituzionali e leggi di tutela ed uso del territorio, sia statali che regionali e rilanciamo un allarme concreto rispetto a quanto ha coinvolto professionisti, imprese, uffici e cittadini. La Corte Costituzionale, con la sentenza del febbraio 2023, censurando la precedente legge sul piano casa, ha sì sancito il divieto al ricorso alla deroga, ma la regione nel frattempo ha introdotto la legge n. 20/2022, che ha cancellato le norme precedenti.

Crediamo che all’interno dell’art. 9 di questa nuova legge, pur anch’essa sotto i riflettori della Consulta, si indica con molta chiarezza che tutte le pratiche edilizie presentate entro il 29 luglio 2022, se complete e legittime, devono ritenersi assentite. Questa norma salvaguarderebbe molti investimenti fatti in un momento in cui era vigente una legge che è stata per questo utilizzata. Una nota diffusa nello scorso mese di aprile, a firma congiunta di Regione e ANCI, non ha, peraltro, chiarito i dubbi, lasciando in buona sostanza discrezionalità agli uffici, mentre crediamo che le nostre città e i nostri territori, come i professionisti e il mondo delle imprese, abbiano bisogno di qualità progettuale nel rispetto dei contesti consolidati e regole chiare e univoche per tutti.

Avvertiamo, inoltre, l’esigenza che si pervenga, anche in questa complessa materia, ad un testo unico e non possiamo non invitare a riflettere che, nel mentre è da tempo avviata in sede centrale la discussione su un nuovo testo di legge in sostituzione del DPR n. 380/2001, il legiferare in via concorrenziale in sede regionale potrebbe ingenerare contenziosi.

Poiché crediamo nella ufficialità dei “tavoli” e nella chiarezza dei ruoli, abbiamo rinnovato l’invito a volere riprendere il cammino che aveva portato, nel 2011, alla predisposizione di un testo formulato da un gruppo di lavoro presieduto dal Prof. Urbani per il riordino della legislazione urbanistica e paesaggistica. La Regione Puglia ha pure, nel suo patrimonio normativo, gli strumenti di premialità, di innovazione tecnologica, di adeguamento funzionale e igienico-sanitario, di efficientamento energetico che si sarebbero voluti impropriamente assicurare con le varie versioni di leggi sul “piano-casa” o “eco-casa” e se, come ci si augura, il Parlamento arriverà a varare una nuova legge per le disposizioni in materia di rigenerazione urbana, dovremmo porci la questione dell’adeguamento delle nostre norme in materia di tutela e uso del territorio ad una visione unitaria e strategica.

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