BASKET

Basket C/M: Cus Jonico, coach Caricasole ‘Salvezza sofferta...’

L’allenatore gioisce per la permanenza conquistata ai playout con Manfredonia: ‘Non è stato facile’

25.04.2018 14:04

Giulio Caricasole, coach del Cus Jonico Taranto - Foto Aurelio Castellaneta

Ha preso la squadra a stagione in corso dopo un filotto interminabile di sconfitte, l’ha portata alla salvezza dopo la sfida playout con la Silac Manfredonia, vinta per 78-64... soffrendo e poi gioendo. Coach Giulio Caricasole, come se avesse giocato anche lui, torna sulla salvezza conquistata dalla Pu.Ma. Trading Taranto: “Non è stato facile restare con i nervi saldi e lucidi in partite come queste giocate nei play out del tipo “mors tua, vita mea”, sportivamente parlando s’intende! Chi ha avuto la fortuna, o la sfortuna, di giocarle sa di cosa si tratta, sia vivendole spasmodicamente sul parquet che soffrendo di brutto in panchina con l’adrenalina che scorre a fiumi, tanto da mettere a dura prova le benedette coronarie. E’ il bello, ma anche il micidiale cocktail nel basket, dove ogni centesimo di secondo sembra un’eternità che può nuocere o far gioire ancora di più!”   

Sulla serie contro la SSD Angel Basket l’allenatore che ha raggiunto anche le finali under 18 con la consociata Virtus Taranto dice: “In gare di questo tipo, come sai bene, c’è poca pallacanestro e più agonismo, di solito vince la squadra che ha più voglia e questo succede, ancor di più, col pubblico amico a darti la spinta giusta. Col Manfredonia abbiamo giocato ben 5 partite in totale, tra campionato e play out, ne abbiamo persa solo una ma pericolosa, gara2 in casa loro mercoledì scorso. Ciò vuol dire, per l’ennesima volta, che nella coda delle fasi finali si ribalta tutto e si ricomincia daccapo come se non ci fossimo mai incontrati.”

Il lavoro e il compito di un allenatore, in particolare in questi momenti di forte tensione, non è certamente facile. Bisogna agire più da mental coach, a livello psicofisico: “Proprio così e non è affatto facile! E’ un lavoro di continua ricucitura, tra alti e bassi, tipici di un gioco come il basket dove non si è mai certi di avere la partita in pugno. Infatti noi abbiamo smarrito il buon senso nel 1° tempo della 1^ gara in casa ed anche durante la 2^ a Manfredonia. Nel nostro Palafiom, però, non ci siamo smarriti in maniera troppo pericolosa, a parte alcuni momenti. che ci stanno in simili casi, dove il dispendio di energie è più copioso”.

Guardandosi un po' indietro, tu sei arrivato in corso d’opera e ovviamente hai avuto il delicato compito di raddrizzare la prua della navicella cussina che stava andando un po' alla deriva: “E’ un fatto ricorrente, quando si subentra “nel mezzo del cammin”. E’ chiaro che ho dovuto adattare la mia idea di gioco all’organico a disposizione. Una buona squadra, con tanti attaccanti che, in quanto tali, prediligono andare a canestro ed un po' meno difendere il proprio. In queste ultime gare, sono stati bravi i ragazzi dauni ad imbrigliare la nostra manovra d’attacco con una difesa molto intensa e con cambi sistematici, da manuale match up. La lezione, però, ci è servita perché in questi ultimi due allenamenti abbiamo lavorato proprio su questi aspetti”. E i risultati si sono visti!

Intervista di Tony Cappuccio

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