Taranto: Caro Blasi, restituisci i trofei del Taranto...

TARANTO
Dante Sebastio
31.07.2018 11:48

Caro Gigi, come imprenditore ti ho sempre stimato e continuerò a stimarti nonostante la manifestazione di interesse per il Bari. Col senno di poi, mandarti via è stato un grosso errore perché chi è venuto dopo di te ha combinato solo disastri. Non ti condanno per aver scelto il Bari, da imprenditore ci vai solo a guadagnare: prendere un club a poco più di 300 mila euro significa rivenderlo a milioni di euro. Nulla da ridire, per gli affari hai un grande fiuto, ma nelle orecchie ci rimbombano ancora le tue parole: “Sono sempre stato un tifoso del Taranto, da quando mio nonno mi portava sui gradoni in legno dello Iacovone”. Parlare di tradimento non è corretto perché non hai tradito nessuno, ma Taranto, dopo aver compreso l’errore commesso, era pronta ad accoglierti a braccia aperte, proprio come si deve a un re. Evidentemente, la mediocrità della città (e in questo includo anche noi giornalisti) ti ha deluso, ma sarebbe bastato solo un cenno e ci saremmo schierati al tuo fianco nella battaglia col comune per la concessione dello stadio. Lottando fino allo sfinimento. Il Taranto è una società indebitata, si parla di 7/800 mila euro, ma per un imprenditore come te sono noccioline. Con le dovute proporzioni, anche Tohir quando ha acquistato l’Inter ha ereditato una massa debitoria vicino ai 300 milioni di euro. Ma parliamo di Inter, di Serie A non di Serie D, è vero. Sono sicuro, però, che se avessi puntato sul Taranto avresti vinto la scommessa: perché sei un uomo di successo, capace di trasformare in oro tutto quello che tocca. Oggi la realtà è diversa: sei in corsa per il Bari e hai delle chance nonostante la presenza di colossi come Lotito, De Laurentiis e Urbano Cairo. Rispetto la tua scelta, ma non posso nascondere una punta di rammarico per il passato. Fatto di gioie, tante, e dolori, pochi. Anche se molto forti. In cinque anni di Taranto il rapporto con la città è stato di amore e odio, ma i litigi e le incomprensioni fanno da sfondo anche nelle grandi famiglie. Arrivati a questo punto, mi sembra doveroso chiederti di restituire alla città i trofei conquistati dal Taranto nella sua storia: la coppa per lo scudetto dilettanti vinto nel 1994; la coppa per il campionato vinto nel 2005/06; i trofei delle giovanili; il gagliardetto del Real Madrid, e ancora foto e targhe. Probabilmente non valgono nulla, appartengono alla storia calcistica quasi rottamata della città, ma è giusto che a custodirli sia Taranto, non il futuro (forse) presidente del Bari.

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