Serie D

Potenza: Presidente Caiata indagato per riciclaggio

Il numero 1 dei lucani coinvolto in un’inchiesta a Siena sul passaggio di locali e quote societarie. Le verifiche riguardano anche il dirigente de La Cascina Cataldo Staffieri

23.02.2018 09:13

Il presidente del Potenza Calcio, nonché candidato del Movimento 5 Stelle in Basilicata, Salvatore Caiata, è indagato nell'ambito di un'inchiesta per riciclaggio a Siena, dove l'imprenditore è titolare di diverse attività. A darne notizia, oggi, tre quotidiani (Corriere della Sera, La Stampa e Il Messaggero) che spiegano come l'indagine riguardi passaggi di fondi nell'ambito dell'acquisto di bar e ristoranti. Nel capoluogo toscano, Caiata, 46 anni, è piuttosto famoso per essere titolare di diversi locali molto frequentati da turisti. La sua candidatura alla Camera è stata ufficializzata lo scorso 29 gennaio dal capo politico pentastellato, Luigi Di Maio, nella conferenza di presentazione della squadra.

Il trasferimento

Caiata è molto famoso a Siena per i suoi investimenti nei locali maggiormente frequentati da cittadini e turisti, tanto da essere stato soprannominato “il proprietario di piazza del Campo”. La sua collaborazione con Staffieri va avanti da lungo tempo tanto che altri luoghi rinomati come “Conca d’Oro”, “Nannini Toselli” e “Nannini Massetana” erano gestiti da La Cascina proprio con la sua consulenza. 

Ma la scorsa estate, agli inizi di luglio, convoca una conferenza stampa e annuncia che lascerà la città: «Non voglio più lavorare qui». Di più non dice, si limita a spiegare che vuole tornare nella sua città d’origine. Basta poco per scoprire che Il Campo è ormai di proprietà de La Cascina e questo conferma la volontà di non vivere più in Toscana. Pochi giorni dopo Caiata si presenta come nuovo patron del Potenza Calcio.

L’indagine

Al centro delle verifiche disposte dai pm ci sono questi trasferimenti di immobili e capitali che, oltre a Caiata e Steffieri, si allargano ad un altro imprenditore molto noto nella zona: Igor Bidilo, kazako inserito nel cda della multinazionale Usa Atek che si occupa di tecnologie informatiche e meccaniche, specializzato tra l’altro nell’affitto di aziende.

Titolare della Sielna, un anno fa Bidilo ha partecipato alla gara per aggiudicarsi il monastero Sant’Orsola di Firenze dove voleva aprire una scuola internazionale e una Spa con impianto termale. Nella sua azienda ha come socio il rumeno Maxim Constantin Catalin. Le indiscrezioni assicurano che il coinvolgimento di questi personaggi nell’indagine porti ad alcuni investimenti all’estero e non è escluso che su questo siano giunte anche segnalazioni per operazioni sospette.

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