CRONACA

Il Parlamento si accinge a riformare il codice della strada

Nella settimana Onu della sicurezza stradale, in arrivo le dovute modifiche a un codice fermo al lontano 1992

Comunicato stampa
08.05.2019 09:51

Dal 6 al 12 maggio si svolge la settimana Onu della sicurezza stradale. Nel nostro Paese ogni anno si registrano oltre 3.000 morti per incidenti stradali. Uno scenario che ha sempre più necessariamente bisogno di risposte per fronteggiarne il preoccupante impatto. È per questo che il Parlamento è a lavoro da mesi per apportare le dovute e non più procrastinabili modifiche al Codice della Strada, fermo al lontano 1992 e le cui modifiche, apportate negli anni, non lo rendono al passo coi tempi. Anche i tentativi di riforma durante l’ultima legislatura sono naufragati senza ottenere risultati. “Stiamo mettendo al centro la sicurezza delle persone, dando priorità agli utenti della strada più a rischio – dichiarano i deputati pugliesi Emanuele Scagliusi, capogruppo M5S, e Diego De Lorenzis, vicepresidente, che in Commissione Trasporti alla Camera stanno portando avanti il lavoro di riforma, di concerto con le altre forze politiche – Prevediamo sanzioni più severe per chi si mette alla guida dopo aver assunto alcol o droghe nonché per chi usa lo smartphone alla guida, senza vivavoce e auricolari. La distrazione alla guida infatti, è tra le prime tre cause di incidentalità nel nostro Paese e l’uso dello smartphone è tra i comportamenti, purtroppo, in maggiore crescita. Nuove regole poi – proseguono i due parlamentari 5 Stelle – prevedono l’adeguamento con strumenti di guida assistita per i veicoli del trasporto merci. Particolare attenzione sarà, inoltre, rivolta agli utenti più vulnerabili, come pedoni e ciclisti: in particolare per questi ultimi i sindaci potranno introdurre le cosiddette linee di arresto avanzate agli incroci, in modo che i ciclisti urbani possano fermarsi in posizione avanzata davanti a tutti gli veicoli, permettendo loro di essere più visibili e attraversare l'intersezione semaforica in sicurezza. Una buona pratica europea che – concludono Scagliusi e De Lorenzis(M5S) – finalmente entra nel nostro codice”.

 

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