Vittorio Galigani

Presidente Franco Frattini ci pensi lei, serve un ‘sontuoso’ colpo di spugna

04.09.2018 15:22

Claudio Lotito e Franco Frattini

Finalmente in dirittura d’arrivo. Non mi riferisco alla gara di Monza. No. Penso all’udienza dinanzi al Collegio di Garanzia dello Sport. Fissata, da tempo, per il 7 settembre. Davanti all’ex onorevole e Ministro degli Esteri, Franco Frattini. Il Collegio, concepito come la Cassazione dello Sport, è chiamato a mettere un po’ d’ordine nei pasticci estivi, generati dal duo Malagò-Fabbricini. Una gestione commissariale, in Federcalcio, che passerà alla storia per aver infranto tutte le regole. Dimenticato tutte le norme. Commettendo, forse, dei reati (abuso d’ufficio e appropriazione indebita). Come prefigura il presidente del Catania Lo Monaco, che ha già pronti i suoi strali. Su questo giornale sono stato, ahimè, facile profeta. Fra i primi a criticare le gestioni commissariali, di Malagò in Lega di Serie A. Del suo braccio destro Fabbricini in Federcalcio. Onesto lavoratore (Fabbricini) fino a che è stato Segretario del Coni. Costretto poi, con il passare dei mesi, ad inventare ruoli e provvedimenti che, con certezza, sono estranei ad una gestione commissariale. Non per voler essere troppo tecnico, ma il dubbio è legittimo. Fabbricini (e i suoi ispiratori Malagò-Lotito) poteva cambiare il format dei campionati, le Noif, può sottrarre alla Lega Nazionale Dilettanti, il calcio femminile? Sicuri che rientrava tutto nei suoi poteri? Neanche per sogno. E’ lo Statuto del Coni che parla: “Il Consiglio Nazionale delibera, su proposta della Giunta Nazionale, il commissariamento delle Federazioni sportive, in caso di gravi irregolarità nella gestione, ovvero di constatata impossibilità di funzionamento...” (rileggetevi, cortesemente, lo Statuto Coni). Il nostro Fabbricini l’ha quindi fatta grossa. Anzi è (forse) più giusto usare il plurale (grosse). Prima pubblica ufficialmente i comunicati sui criteri di ripescaggio, con fior di soldi da versare alla Figc a fondo perduto (!). Poi le fidejussioni. Poi ti devi iscrivere al campionato e rifare la rosa per la categoria superiore. Adeguare lo stadio per una Serie B. Vero Catania? L’esborso diretto è di oltre 2 milioni di euro. (Oibò vergogna, mai restituiti!). Come spesso avviene nel calcio estivo, nascono contenziosi su chi ha diritto al ripescaggio. Si intrecciano interessi politici e dei vari territori. E’ normale, il calcio muove soldi e consensi. Meglio allora approfittare. Il Claudio nazionale coglie la palla al balzo. Ci si inventa la Serie B a 19 squadre. Non si ripesca più. Ci si rimangiano i Comunicati Ufficiali. Pubblicati al proposito sul sito www.figc.it (!?).

“Dividiamo la torta noi che ci siamo”, gli aventi diritto si arrangino. Ovviamente tutti i legali scuotevano il capo. “Non si può fare”. “Le Noif prevedono determinati format”. “Le regole sono per tutti”. A garanzia degli investimenti e dei diritti di piazze come Catania, Novara, Terni….

Pensa che ti ripensa e allora sai cosa faccio? Cambio le NOIF e il format. Tanto le squadre sono troppe. Ancora una volta gli avvocati sono chiamati a spiegare che il format può variare, ma la riforma può andare in vigore solo dopo una stagione. Per trasparenza. Non puoi cambiare le regole del gioco in corsa. Questi cambiamenti li deve fare il Consiglio Federale, con tutte le componenti presenti. Tu commissario, che ci azzecchi? (Come direbbe Di Pietro). Pensa che ti ripensa:  sai che faccio? “Cambio avvocati”. Fino a trovare “casualmente” quelli del Coni. Abituati, forse, a calpestare le regole e ad “attaccare”, i buoi, dove vuole il padrone. Revochiamo quindi gli storici consulenti della Figc che da oltre venti anni hanno protetto il sistema salvaguardando le regole. Sul rifiuto degli esperti consulenti federali che non hanno voluto redigere i famigerati comunicati del 13 agosto o sulla circostanza che il Segretario Generale della Figc non ha voluto firmare i provvedimenti che si fa? Sorvoliamo. Lotito e Malagò comandano e si deve eseguire. Ovviamente i ricorsi sono fioccati. Attendiamo il 7 settembre per rimettere le cose a posto.  Con la speranza che Frattini abbia chiuso il telefonino…

L’arroganza politica non conosce limiti e qui Malagò non ha voluto essere da meno di Lotito. Una gestione commissariale ha, quale unico scopo, quello di venir fuori da uno stallo  provocato dai candidati all’assemblea federale del 29 gennaio scorso. Palesemente incapaci di trovare un accordo. Malagò e Fabbricini sono riusciti nell’impresa di ricompattare le componenti, sino ad arrivare al 73 per cento dell’assemblea federale. Una valanga.

Di fronte a tale situazione qualsiasi Commissario avrebbe dovuto convocare senza indugio l’assemblea elettiva. La Federazione ora è in grado di andare da sola. Oramai il suo funzionamento è assicurato da una larga maggioranza. Risultato? Neanche per sogno, la palla è mia e decido io chi deve giocare. Le formazioni le faccio io! Le regole per Megalò (come scrive Dagospia) non valgono. Inutili anche i moniti del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport. “Casualmente” anche la Giunta del Coni se ne infischia e obbedisce. Invece di porre fine al commissariamento che fa, lo proroga sino a dicembre (!). Si, perché bisogna attuare le riforme. Adeguare gli statuti. Ehm, come dire, non avete compreso? Vogliamo rimanere qui.

Sotto allora con altri ricorsi contro questa proroga all’evidenza illegittima. Sempre in attesa però che qualche piemme butti l’occhio su situazioni insostenibili.

I “ribelli” (sono il 73 per cento, non quattro gatti) si rivolgono ancora all’Onorevole Giorgetti che li convoca a Palazzo Chigi per oggi, 4 settembre. “magicamente” il signor Fabbricini si deve, questa volta, arrendere. Convoca l’assemblea elettiva Figc per il prossimo 22 ottobre.

Con quali regole? Ma con quelle vecchie, ovviamente. Gli adeguamenti di Statuto che si dovevano fare e che avrebbero giustificato la proroga del Commissariamento? Ci penserà il Consiglio Federale. Abbiamo scherzato!

Quindi? L’assemblea poteva e doveva essere convocata mesi fa e sicuramente questo caos della Serie B a 19 non sarebbe mai successo. Con buona pace del “magno” Claudio….

Questa gestione commissariale ha creato tanti e tali danni alla Federcalcio da far rimpiangere persone e figure come Giancarlo Abete. Candidato ufficiale dei ribelli, un uomo più politico che decisionista, ma che almeno avrebbe fatto rispettare le regole. Ecco, appunto, le regole. Oramai tutti si sentono liberi di invocare giustizia, sparando a casaccio nel mucchio.

E’ il caso dell’Avellino del signor Taccone il quale strepita e chiede provvedimenti in autotutela(?) per riavere la Serie B. Caro Taccone, la serie B era già dell’Avellino, bastava rispettare le regole. L’idea dell’autotutela nasce dal nuovo termine, concesso alle società che hanno utilizzato una fidejussione della Finworld, società non più abilitata, con termine congruo per sostituirla.

Taccone che  fa? Strilla e strepita che invece lui ha avuto solo tre giorni per sostituirla. Che anche lui aveva presentato una fideiussione Finworld. Che c’è disparità di trattamento. Dimentica, Taccone, una differenza sostanziale. Le altre società che oggi debbono effettuare la sostituzione erano già iscritte al Campionato…

Quale autotutela dovrebbe adottare la Figc. Dopo il parere negativo della Covisoc (l’esclusione) ha vinto innanzi al Collegio di Garanzia e financo al Tar del Lazio. Senza dimenticare che nessuna fidejussione Finworld era stata presentata nei termini dall’unione sportiva Avellino.

Taccone, perdoni, si guardi allo specchio. Ha presentato una fidejussione romena (con tutto il rispetto), ma senza i requisiti contenuti nel Sistema Licenze Nazionali. Bastava saperli leggere. E’ evidente che se fosse stato un soggetto solvibile (e le indagini della Procura della Repubblica per false fatturazioni non aiutano) avrebbe potuto e dovuto depositare una garanzia idonea e nei tempi previsti.

La realtà è che il signor Taccone non ha affidamento presso il sistema bancario ed allora è andato a scovare una garanzia “improbabile” in Romania. Il ricorso in Figc è stato presentato unicamente sostenendo la validità di quella romena. Le altre sono di due giorni oltre il termine.

Nessuna disparità di trattamento. Eppure oggi si invoca l’intervento di Fabbricini adombrando richieste di risarcimento milionarie.

Qui gli unici da risarcire veramente sono i tifosi bianco verdi.

In altri tempi, una Federazione seria non avrebbe neppure preso in considerazione richieste così strampalate. Oggi, con questo sistematico calpestio delle regole. Format cambiati in corso di stagione. Comunicati pubblicati e smentiti. Niente assemblea. “Il re sono io”. Tutto può succedere.

Anche le richieste del Signor Taccone sono figlie di questo malcostume.

Confidiamo quindi nel Collegio di Garanzia dello Sport. Che faccia finalmente piazza pulita. Un bel colpo di spugna su questa gestione commissariale. Auguriamoci che Franco Frattini sappia ripristinare le regole e la certezza del diritto.

Il nostro calcio ne ha davvero bisogno.

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