Basket: Roberta Di Gregorio, cestista per caso “Il mio amore per basket, politica, Cras”

BASKET
Redazione
28.07.2017 18:52

Ringrazia Francesca, il suo sport, gli allenatori, e si gode il suo momento migliore. Fatto di affetti stretti e radicati, oltre che di corse a canestro sul parquet di “casa”. Roberta Di Gregorio ha firmato per una nuova formazione: presto sarà agli ordini del tecnico Mimmo Sabatelli, e di una società nata per dare slancio ad un progetto importante. La guardia tarantina, classe 1990, è pronta ed entusiasta: mostra idee chiare ed un ottimismo misurato, motivato dalla voglia di fare. Si spenderebbe per Taranto, contribuendo alla rinascita della sua terra natale, ma per il momento deve stare sempre con la valigia in mano...

Sei una giocatrice della Magnolia Campobasso. Qual è il tuo stato d'animo e cosa ti aspetti da questa nuova avventura?

“Campobasso è una realtà di certo non nuova nel panorama cestistico italiano: sono davvero felice di farne parte. È stato allestito un roster molto competitivo e sono sicura che ci divertiremo. Saranno il lavoro svolto quotidianamente in palestra ed il campo a farci capire dove potremo arrivare”.

Un bilancio della scorsa stagione disputata ad Alpo.

“Verona è una città bellissima, ce ne si può innamorare facilmente. Ad Alpo è stata una stagione delicata, particolare: abbiamo avuto degli incidenti di percorso importanti che ne hanno sicuramente pregiudicato l'andamento per l'intero campionato. Personalmente penso sia stata una stagione più che positiva (media 11 punti e 4 rimbalzi, ndr), anche se gli obiettivi di squadra erano ben altri”.

Dalla Puglia alla Campania, dalla Sardegna al Nord Italia, tante volte hai cambiato aria e casacca: da quanti anni pratichi la pallacanestro e cosa rappresenta per te questo sport?

“Ho cominciato all'età di undici anni, e se potessi tornare indietro rifarei mille volte la scelta del basket. Una scelta direi casuale: devo ringraziare Francesca, una mia compagna di scuola... Considerando che ho ventisette anni, penso si possa parlare di amore a prima vista. Il basket è il mio mondo, mi ha formata come atleta e come persona. Rappresenta ciò che più conta nella vita: il senso dell'amicizia, della condivisione, il rispetto delle regole, il confronto. E ancora: la competizione, il sacrificio, l'ambizione”.

Nel pieno della maturità, tu che hai accumulato esperienza nella seconda categoria nazionale, dove vorresti arrivare?

“Non ho un obiettivo preciso, come tutti gli atleti lavoro ogni giorno provando a raggiungere il livello più alto”.

Un tuffo nel passato, glorioso e rimpianto. Ti sarebbe piaciuto vestire la maglia del Cras? Quale ricordo hai degli anni in cui la società blasonata era motivo di orgoglio per la città dei due mari?

“Penso che per ogni sportivo non ci sia desiderio più grande di poter giocare per la propria città. Il Cras è stato così grande da aver fatto innamorare tutti della pallacanestro. Mi è impossibile ricordare un solo episodio bello: ce ne sono tanti, e tutti gli anni vissuti e giocati a Taranto sono stati splendidi, tanto che sono riuscita a mantenere i rapporti con quasi tutte le mie compagne di squadra e con i due coach che più mi hanno insegnato, Fabio e Lallo. Se proprio dovessi scegliere un ricordo tra quelli che porto nel cuore, oltre all'esordio nella massima categoria, è il primo storico e indimenticabile scudetto conquistato dal Cras a Como: io e il mio papà c'eravamo, seguivamo sempre la squadra, anche in trasferta con gli altri tifosi. Comunque preferisco parlare del Cras come un qualcosa che potrebbe tornare e non come una realtà passata. Per cui un giorno, chissà...”

Come stai trascorrendo l'estate e cosa ti ricarica?

“In questa stagione, come in tutte le altre, ciò che più mi ricarica è passare del tempo con la mia famiglia, che cerco di vedere il più possibile. L'estate la passo in gran parte con il mio fidanzato e con gli amici di sempre. Inoltre provo a ritagliarmi qualche giorno per viaggiare”.

Dicevi di Taranto... Qual è il tuo rapporto con la città, e l'impegno condiviso col tuo papà, appena rieletto in consiglio comunale. Se hai mai pensato magari di “scendere in campo”.

“Col mio papà vivo in simbiosi. Lui mi segue molto nel basket, e io cerco di seguirlo nel suo costante impegno in politica. Entrambi adoriamo Taranto e vorremmo che fosse sempre più valorizzata. In questo periodo, diciamo particolare, sì: mi verrebbe voglia di scendere in campo e far sentire la mia voce unita a quella di tutti gli altri tarantini pronti a dimostrare il grande amore per la nostra città. Una città che spesso all'azione preferisce la lamentela. Quindi perché no, potrebbe accadere il mio ingresso nell'agone politico...”

Di Paolo Arrivo

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