TARANTO

Riganò: ‘Bari, la D è dura. Il mio Taranto soffre da anni’

‘Anche la piazza rossoblu meriterebbe un presidente del calibro di Aurelio De Laurentiis...’

10.09.2018 17:24

In una lunga intervista a La Gazzetta del Mezzogiorno, Christian Riganò mette in guardia il Bari sulle difficoltà del campionato di Serie D. “Quella del Bari, mi ricorda molto la parabola della Fiorentina - racconta Riganò -. Quando arrivai, Firenze era sotto shock, come penso lo sia Bari adesso. Tuttavia, nella disperazione, entrambe hanno trovato la loro fortuna: una proprietà forte. I Della Valle da 16 anni mantengono la squadra in A ad alti livelli, senza palesare sofferenze di gestione. Sono convinto che la famiglia De Laurentiis riuscirà nella medesima impresa”.

RIPARTENZA “Ci vuole fiducia nel progetto. La stessa che stanno avendo calciatori come Di Cesare, Bolzoni o Brienza. Pensate che se volessero non troverebbero sistemazioni di livello? Brienza, nonostante i 39 anni, può ancora fare la differenza persino in A. Ma se hanno scelto Bari significa che vedono una prospettiva, che hanno voglia di lavorare in quel contesto. Io feci lo stesso nel 2002: avevo 28 anni e venivo da 43 gol segnati a Taranto in C1. Mi voleva mezza B, ma decisi per la Fiorentina perché ero convinto che mi avrebbe portato in A. Così è stato”.

GIRONI “Sul piano ambientale, le trasferte più ostiche sono sempre in Campania. In Sicilia, il Bari non troverà un clima ostile: per molte squadre il confronto con i pugliesi sarà un autentico evento. Chiaramente, ogni squasra darà il massimo per vincere, ma se sei il Bari questo accade pure in B. Sul piano tecnico, non ho dubbi: il Girone H è il più complesso della D. Basti vedere da quanto tempo soffre il “mio” Taranto: in tal senso, per i biancorossi è stato positivo evitare quel raggruppamento”.

ERRORE “Non bisogna pensare di aver vinto il campionato solo perché ti chiami Bari. I risultati si conquistano sul campo, con impegno e sudore”.

DE LAURENTIIS “Se la famiglia De Laurentiis ha compiuto un passo del genere, significa che pensa in grande. Vorrei che anche il Taranto trovasse una proprietà del genere: la città lo meriterebbe”.

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