Taranto: C'erano una volta... Gino Cossaro

TARANTO
Vincenzo Corallo
09.10.2016 10:18

Siamo nel campionato di C1 della stagione 1989-1990 quando il Taranto del patron Donato Carelli partì con l'ambizione di riportare i rossoblù in serie B. Dopo l'amara retrocessione dell'anno precedente, la società si mise a lavoro per offrire al tecnico Claguna una squadra capace di ben figurare nel difficile campionato di terza serie. Nel mercato estivo il club ionico mise a segno un colpo importante prelevando dal Barletta il forte difensore Gino Cossaro. Con 52 presenze condite da 1 gol, il baluardo difensivo nativo di Udine, risulterà essere uno dei pilastri della compagine ionica che dal 1989 al 1991 regalerà ai tifosi un’esaltante promozione in serie B e una salvezza tranquilla l'anno successivo nel campionato cadetto.  
- Ciao Gino e bentrovato con il popolo rossoblù. Nelle due stagioni in riva allo ionio cosa ti ha lasciato l'esperienza vissuta a Taranto? Raccontaci come hai vissuto la città e il rapporto con i meravigliosi tifosi ionici.
“E’ stata una bellissima esperienza, la tappa di Taranto rievoca grandissimi ricordi nella mia carriera da calciatore. Da uomo del nord arrivai nella città dei due mari un po’ timoroso, consapevole però di poter mettere in mostra le mie qualità tecniche. Della città ricordo ovviamente lo splendore del mare e la prelibatezza della cucina a base di pesce. Il primo anno presi casa a San Vito e nel tempo libero amavo fare lunghe passeggiate sulla litoranea. Taranto ha dei posti meravigliosi e il popolo rossoblù mi accolse calorosamente proprio come se fossi un loro figlio. Ho trascorso due anni bellissimi che difficilmente potrò dimenticare".
- Nella prima stagione a Taranto la società ti preleva dalla cadetteria per offrire a mister Claguna una squadra capace di ben figurare nel campionato di C1. Dopo una stagione esaltante condita con la festa promozione nella partita interna con la Ternana, qual'è il ricordo più bello che custodisci di quella squadra e di quella trionfale stagione?
“L’anno della promozione in B fu una stagione esaltante, la partita chiave giocata alla Iacovone con la Ternana fu un tripudio di emozioni. Lo stadio in quell’occasione si trasformò in un catino, ancora oggi se ci penso mi viene la pelle d’oca. Quella squadra era composta da giocatori fortissimi, completa in ogni reparto. Se la memoria non mi inganna, per circa dieci partite la nostra porta rimase inviolata, segno che i vari reparti funzionavano a meraviglia. Mi inorgoglisce il fatto che alla prima partita con la casacca rossoblù fui scaltro a procurarmi un rigore che ci permise di andare in vantaggio nella sfida con la Salernitana. Il ricordo più bello di quella stagione è l’invasione di campo dei tifosi ionici dopo il triplice fischio dell’arbitro nel match con la Ternana. Quella partita sancì il ritorno in B del Taranto e aprì le danze ad una festa che coinvolse un’intera città”.
- Dopo la promozione in B, nella stagione 1990-1991, il Taranto si presenta ai nastri di partenza del campionato cadetto con buonissime prospettive. Con le conferme di Spagnulo, Evangelisti, Giacchetta, Brunetti, Picci, gli innesti di Zaffaroni, Zannoni e Filardi a rimpinguare la difesa, Raggi e Turrini per il centrocampo, la compagine ionica ben allenata da mister Nicoletti riuscirà a conquistare il 9° posto al termina della regular season. Considerando che il Taranto partì in quel campionato da matricola, cosa ricordi di quella stagione disputata in maniera egregia dalla squadra?
“Iniziammo alla grande il campionato e per lungo tempo ci posizionammo nei quartieri alti della classifica. Dietro a quella squadra c’era un progetto ambizioso da parte della società che mirava fortemente al raggiungimento della massima serie. Credo che aldilà del 9°posto finale, quella squadra avrebbe potuto fare molto di più. Dopo il derby con il Foggia, dove io stesso causai un autogol clamoroso, qualcosa cambiò in negativo. Forse giocare il campionato come matricola fece venire fuori una serie di fattori negativi che non ci permisero di esprimerci al meglio. Devo ammettere però che se si fosse dato seguito al progetto iniziato due anni prima, probabilmente si sarebbe potuto realizzare il sogno di arrivare in serie A. Sinceramente dopo tanti anni mi brucia ancora il fatto di non essere mai riuscito a capire la mia non conferma in squadra da parte dei vertici societari".
- Il 12 settembre del 1990 è una data che i tifosi tarantini non potranno mai dimenticare, nella gara di ritorno del secondo turno di Coppa Italia, il Taranto con una prestazione maiuscola regala una gioia immensa a tutti i tifosi battendo 2-1 la Juventus allo Iacovone. Cosa ricordi di quella fantastica giornata di sport rimasta in maniera indelebile dei cuori di tutti i supporters rossoblù?
“La partita con la Juventus è stata l’apice della mia carriera, allo Iacovone ci fu una grandissima cornice di pubblico in un atmosfera da brividi. Ricordo che sfoderammo una grandissima prestazione che ci consentì di ottenere un risultato storico rimasto negli almanacchi del calcio. L’ira di Maifredi nel dopo gara contro i suoi giocatori è ormai un pezzo di storia. Credo che quella partita abbia dato prestigio alla mia carriera, sono orgoglioso di aver contribuito a regalare una grande gioia a tutti i tifosi del Taranto".
- Nella stagione di Lega Pro appena iniziata, il Taranto è ritornato a calcare palcoscenici importanti dopo diversi anni di inferno nei dilettanti. La società ha allestito una squadra che dovrà tentare di raggiungere quanto prima una salvezza tranquilla. Dopo 7 giornate di campionato gli uomini di Papagni hanno collezionato 9 punti. Che idea ti sei fatto sulla squadra ionica e sul girone C della Lega Pro?
"Sono estremamente contento che il Taranto sia tornato finalmente tra i professionisti. Credo che la società abbia allestito una buona squadra e con la passione dei magnifici supporters rossoblù, sono certo che riuscirà a ben figurare in questo campionato. Seguo spesso le vicende della squadra ionica e posso tranquillamente affermare che l’inizio di campionato dei rossoblù è in perfetta linea con quelli che sono gli obiettivi prefissati dalla società. Il girone C della Lega Pro è come una B2, le squadre che lo compongono hanno una storia calcistica molto importante. E’ difficile pronosticare una possibile vincitrice, se devo indicare un nome dico Lecce perché i salentini inseguono la B da diversi anni e credo che abbiano le carte in regola per vincere il campionato.”
- Di cosa si occupa oggi Gino Cossaro? Grazie mille per la tua dispobilità e come sempre ti chiedo di mandare un saluto a tutti i tifosi del Taranto assidui lettori di Blunote.
"Ho diverse attività commerciali, sono rimasto comunque nel calcio occupandomi del settore giovanile dell’Inter e ricoprendo il ruolo di osservatore. Colgo l’occasione per fare un grosso in bocca al lupo al Taranto con la speranza che possa tornare al più presto in serie B. Approfitto per mandare un caloroso abbraccio a tutti i tifosi ionici, ringraziandoli per l’affetto datomi nella mia permanenza in città".

 

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