TARANTO

Taranto: Capua-Diakitè, il mercato di Volume funziona

Vito Galasso
14.11.2017 00:11

Provaci ancora, Taranto. Come Sam, il critico cinematografico interpretato da Woody Allen nel 1972, che nonostante i suoi mille complessi e l'irrefrenabile goffaggine riesce ad uscire dalla sua crisi esistenziale. Così la squadra rossoblù che, grazie alle sei vittorie consecutive accumulate nelle ultime settimane, sta cercando di tirarsi fuori da una situazione d'impasse imbarazzante, viziata più da incomprensibili fattori esterni che da vere colpe proprie. Liberandosi di alcuni inutili fardelli, la formazione ionica sta ottenendo l'effetto sperato di allontanare la caccia alle streghe, le quotidiane paure e la sensazione di sentirsi fuori sincrono e distante dalla tifoseria. Più fatti e meno parole. È questa la medicina per cullare le aspirazioni di successo. L'ha capito anche Luigi Volume, che sta tenendo a freno la lingua e sta lavorando per migliorare la rosa, restando dietro le quinte, all'ombra. Ha portato prima Diakité e poi Capua, che subito si sono distinti mettendo a referto due reti fondamentali nell'ultima uscita a Canosa. Ha sbagliato, forse anche tanto, nelle battute iniziali di questo campionato, ma gli va dato atto che non ha costruito una compagine mediocre. Probabilmente si è lasciato travolgere dagli eventi, dai comportamenti altezzosi fuori posto, alcuni persino telecomandati. Tuttavia è tempo di voltare pagina, di metterci una pietra sopra e di guardare al futuro con maggiore serenità. Malgrado la vetta disti dieci punti, malgrado la corsa del Potenza sia spedita. I lucani stanno dimostrando che sono una macchina da gol e hanno voglia di ammazzare il torneo, accumulando 34 punti in 12 giornate e segnando un gap di sei lunghezze sulle seconde. Solo il Gozzano nel Girone A ha fatto un punto in più, mentre il Troina ha lo stesso distacco sulle inseguitrici. Negli ultimi anni nel Girone H nessuno aveva avuto un ritmo così elevato, nemmeno l'Ischia nel 2012-2013 (fermo a 30) e l'Andria nel 2014-2015 (primo con 29 punti). Vicino alla soglia dei potentini, ci arrivò il Bitonto nel 2007-2008 con 32 punti però alla fine ebbe un crollo vertiginoso e arrivò solo quarto. Detto questo, il campionato è ancora lungo, nulla è deciso e la cura rigenerativa di Cazzarò può portare i frutti desiderati. Con il lavoro, con la voglia di sacrificarsi per riacciuffare la vetta della classifica. Sperare è rischiare. La speranza è una vittoria, e non c'è vittoria senza rischio.

Vadacca: ‘La Cavese è la vera antagonista del Potenza’
Taranto: Mostra del cinema, si inizia con Maratona K