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Motori: Antonio Giovinazzi, un italiano in Formula 1 otto anni dopo

Il 25enne di Martina Franca è pronto a stupire al volante della sua Alfa Romeo

15.03.2019 23:04

Sale l'attesa per l'inizio della stagione 2019 del Mondiale di Formula 1. Per gli appassionati italiani del circus più importante del mondo ci sono molte aspettative per il nuovo capitolo dell'eterno duello tra Ferrari e Mercedes. Quest'anno però c'è un motivo di interesse in più: otto anni dopo Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi ci sarà un altro pilota italiano ai nastri di partenza, Antonio Giovinazzi. E il 25enne pugliese è pronto a stupire al volante della sua Alfa Romeo

Finalmente l'attesa è finita. Al via del Gran Premio d'Australia di Melbourne ci sarà anche un nostro connazionale. E non sarà un episodio isolato: Antonio Giovinazzi, nato a Martina Franca 25 anni fa, è stato infatti scelto come pilota titolare (insieme all'esperto Kimi Raikkonen) dall'Alfa Romeo Racing, la ex Sauber. Quella alla guida della C38 non è la prima esperienza del pugliese alla guida di una monoposto di F1: per lui c'erano state apparizioni anche con la Haas e con la stessa Sauber.

Quest'anno però sarà diverso. La scuderia italiana ha deciso di dargli completa fiducia e i primi riscontri sono stati estremamente positivi. A confermarlo le due settimane di test pre-stagionali di Barcellona in cui il tarantino si è dimostrato subito a proprio agio al volante di una C38 molto veloce, specialmente nelle fasi di gare con poco carico di carburante a bordo. E il bilancio della quindici giorni di prove parla di 255 giri percorsi senza problemi di affidabilità e dell'undicesimo miglior tempo in griglia.

Il potenziale dell'Alfa Romeo è molto promettente, tanto che i pronostici sulla stagione di Formula 1 di Unibet danno proprio la casa italiana tra le cinque migliori scuderie a fine stagione, dietro alle corazzate Ferrari e Mercedes e alla terza incomoda Red Bull. La C38 vista nei test è una monoposto con un ottimo pacchetto aerodinamico e ha dalla sua la potenza del propulsore Ferrari. Un abbinamento che porterà il pugliese classe 1993 a giocarsi la zona punti fin dalla prima gara e magari ad approfittare di qualche passo falso dei big per risalire ulteriormente la classifica.

D'altronde il talento di Giovinazzi non è mai stato in discussione. Il percorso che l'ha portato al Mondiale di Formula 1 è stato atipico. Appena 18enne, il pugliese vinse la Formula Pilota China, campionato molto lontano dai riflettori delle grandi scuderie. Grandi scuderie che iniziano ad accorgersi di lui dalla stagione successiva, quella del 2013, quando Antonio si piazza secondo nella Formula 3 inglese dietro Jordan King. Fa ancora meglio due anni dopo nella Formula 3 Europea ottenendo un’altra piazza d'onore nella classifica finale del campionato. 

Due ottime stagioni che gli permisero di “saltare” il passaggio in GP3 e di sbarcare direttamente in GP2, il livello più vicino alla F1. Anche qui Giovinazzi stupisce: la sua costanza di rendimento e il suo coraggio alla guida lo porteranno ancora una volta al secondo posto nel Mondiale 2016, a pochi punti da quel Gasly scelto dalla Red Bull per sostituire Daniel Ricciardo in questa stagione. Quel risultato gli varrà la chiamata dell'allora guida della Ferrari Sergio Marchionne che decide di fare di lui il terzo pilota Ferrari. 

Le due annata passate al simulatore della Rossa e a studiare i segreti di Sebastian Vettel e del futuro compagno di squadra Kimi Raikkonen saranno fondamentali per la sua crescita. Nel 2017 il passaggio alla Sauber come terza guida e il tanto atteso debutto in F1: nel Gp d'Australia, gara iniziale della stagione, il pugliese sostituirà l'infortunato Pascal Wehrlein chiudendo con un ottimo 12° posto finale. 

E dopo un 2018 passato ancora alla Sauber come collaudatore è arrivata la promozione di quest'anno. Una promozione che ha reso felici tutti gli appassionati italiani, da troppi anni in attesa di un pilota di casa nostra in grado di fare bene nel Mondiale più importante. L'Italia Giovinazzi la porterà con sé anche in pista: il casco mostrato durante i test di Barcellona e creato in collaborazione con Aldo Drudi (l'ideatore dei caschi più belli di Valentino Rossi) sarà quello che il pugliese vestirà in ogni gran premio. Su sfondo tricolore ci sono le iniziali del ragazzo di Martina Franca, il numero 99, anno del primo campionato italiano, e un ape, simbolo di sacrificio e aggressività.

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